
La palestra di Vanessa.
Perfino in un mondo in miniatura come è quello della ginnastica artistica femminile, Vanessa Ferrari fa la sua figura. 16 anni, 1,43 di altezza per 36 chili di peso. Altri segni particolari: quattro viti infilate nella mano destra, ricordo di un infortunio di un paio di anni fa. Ad Aarhus Vanessa ha sbancato tutto: il parterre mondiale, la concorrenza delle cinesi, delle rumene, delle russe e delle americane, i pronostici e pure la tradizione diventando campionessa del mondo. Ora che è una celebrità Vanessa chiede a Prodi una PALESTRA nuova per allenarsi, dotata di tutti i confort per far si che possa ripetere le gesta di Aarhus.
A questo punto una persona normale avrebbe pensato ad una bella idea al contrario a me è venuto in mente l’ultimo Rapporto sulla Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia in Italia che postai nel vecchio bellerofonte a giugno.
Ora non dico che la palestra per la piccola Vanessa non sia utile ma è giusto non dimenticare che anche in Italia la situazione su malnutrizione, abusi e negligenze ai danni dei minori non è ancora al di sopra del livello di guardia, anche se, come documenta il Bilancio sociale 2005 dell’Unicef, pubblicato il 24 ottobre) in Italia nell’ultimo anno i donatori (sostenitori) sono arrivati a 500mila unità.
Benvengano le palestre, magari però dopo che i nostri bambini abbiano mangiato tutti (e tutti i giorni) un bel piatto di pasta.
Bellerofonte – giugno 2006
I bambini che chiedono soldi ai semafori o alcuni drammatici fatti di cronaca che documentano violenze, abusi e gravi mancanze e negligenze ai danni di minori, sono solo la manifestazione più visibile di tendenze strutturali che rileviamo e che ci preoccupano". E' il commento di Arianna Saulini, coordinatrice del Gruppo di Lavoro sulla CRC (Convenzione Onu sui Diritti dell'Infanzia e Adolescenza) e responsabile dell'Area Diritti di Save the Children Italia, nel presentare i "I diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia"- Secondo Rapporto di Aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza in Italia. Una pubblicazione resa nota oggi, alla vigilia del 15° anniversario della ratifica della Convenzione Onu sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza da parte dell'Italia (27 maggio 1991, e realizzata dal Gruppo di Lavoro per la CRC - una rete di 45 organizzazioni del terzo settore coordinate da Save the Children Italia (si veda nota in calce). Scopo del rapporto, l'esame di quello che il nostro paese sta facendo per tutelare i diritti dei minori e dare attuazione alle Raccomandazioni che il Comitato Onu sui Diritti dell' Infanzia ci ha rivolto nel 2003. I dossier che annualmente il Gruppo di lavoro redige confluiranno in un Rapporto Supplementare a quello che il governo italiano è tenuto a presentare alle Nazioni Unite nel 2008.
"Il rapporto prende in esame moltissime questioni relative all'infanzia: le misure di attuazione della Convenzione in Italia, i servizi sanitari e di assistenza all'infanzia, l'educazione, il gioco, le attività culturali, le misure di tutela dei minori", prosegue Arianna Saulini. "In questo quadro generale abbiamo rilevato alcune tendenze che richiedono massima attenzione e tempestività di intervento. In particolare siamo preoccupati per la riduzione in povertà di molti bambini insieme alle loro famiglie e dall'aumento di fenomeni di sfruttamento legati alle condizioni di disagio sociale, emarginazione e solitudine in cui si trovano molti minori sia stranieri che italiani".
La povertà minorile: quanto conta il "benessere" materno.
Il Rapporto"I diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia" conferma, per esempio, la preoccupante crescita della povertà minorile. Stime recenti valutano in 17 milioni i bambini in stato di povertà in Europa, con l'Italia al secondo posto per minori poveri.
Secondo il Rapporto del Centro di Ricerca Innocenti dell'UNICEF il 16,3% dei bambini nel nostro paese vive al di sotto della soglia nazionale della povertà.
"La riduzione in povertà di un più ampio numero di bambini è preoccupante e va ricollegata, tra l'altro, alle condizioni economico-sociali delle mamme", si legge nel Rapporto, "in particolare al loro status di occupate o disoccupate. L'Ocse, l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha infatti dimostrato una relazione inversamente proporzionale tra tasso di occupazione femminile e tasso di povertà tra i bambini ".
Tenendo presente che l'Istat ha segnalato nel quarto trimestre 2005 una diminuzione del tasso di occupazione femminile (nella popolazione in età compresa tra i 15 e 64 anni) di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, "possiamo ipotizzare che le probabilità per un bambino italiano di vivere in condizioni di povertà siano risultate, nel 2005, superiori a quelle del 2004".
I minori migranti: un gruppo a rischio.
" Un'altra fascia di bambini e ragazzi particolarmente vulnerabile è quella dei minori migranti", spiega ancora la Coordinatrice del Gruppo di Lavoro per la CRC. "Il quadro che emerge dal Rapporto è quello di un gruppo ancora insufficientemente tutelato sin dall' arrivo alle nostre frontiere, dove approdano anche ragazzi provenienti da paesi in guerra, magari ex bambini soldato. Una volta entrati in Italia, la difficoltà di accedere a programmi di integrazione e successivamente di avere un permesso di soggiorno mette i minori migranti in una condizione di solitudine, di debolezza e quindi a rischio di cadere vittime di fenomeni di sfruttamento sia sessuale che lavorativo e di devianza".
Sono quasi 6.500 i minori stranieri non accompagnati in Italia (al 30 dicembre 2005), secondo i dati del Comitato minori stranieri. Provengono per lo più da Romania, Marocco, Albania. Di questi minori, sempre più numerosi (l'Italia è insieme alla Spagna il paese europeo con il più alto numero), "una percentuale rilevante è in Italia senza un regolare titolo di soggiorno, nonostante non possano essere espulsi e abbiano dunque diritto al rilascio di un permesso di soggiorno. Inoltre moltissimi di questi minori", si legge nel Rapporto, "si allontanano immediatamente dalle comunità di accoglienza in cui vengono inseriti, tornando a vivere in condizioni assolutamente inadeguate: in case o fabbriche abbandonate o per strada. Non vanno a scuola, non accedono all'assistenza sanitaria e sono dunque esposti a varie forme di sfruttamento e devianza".
La prostituzione minorile, tra sfruttamento e disagio sociale.
"La diffusione della prostituzione minorile, a volte collegata alla tratta dei minori*, è una delle facce della scarsa tutela e solitudine dei minori stranieri, benché il fenomeno coinvolga anche molti minori italiani", fa notare ancora Arianna Saulini. "All'interno del fenomeno della prostituzione merita una particolare attenzione quella maschile straniera tanto poco conosciuta quanto diffusa. E' importante sapere, per esempio", prosegue la coordinatrice del Gruppo"che tra i minori che si prostituiscono molti sono rumeni rom, una minoranza etnica particolarmente vulnerabile. Per questi ragazzi, spesso, la decisione di prostituirsi non è frutto della coercizione anche se resta elevato il rischio e anche i casi di sfruttamento, così come è ricorrente il coinvolgimento di questi minori in attività illegali". La prostituzione minorile italiana invece "riguarda, per lo più, bambini e ragazzi italiani che, a causa di condizioni socio-economiche disagiate, trovano, in modo coatto o autonomo, nella prostituzione, spesso in casa, a volte anche in strada, un importante supporto economico per sé o per il proprio nucleo familiare", si legge nel Rapporto del Gruppo di Lavoro. "Oppure rappresenta un mezzo per procurarsi sostanze psicotrope o una fonte di denaro per soddisfare bisogni non primari".
Le statistiche sui minori: i numeri mancanti.
Ma quanti sono i minori che si prostituiscono, quanti sono vittime di tratta, quanti i bambini che subiscono violenza e abuso, quanti i minori negli istituti o appartenenti a minoranze etniche?
"E' inaudito che su alcune questioni molto serie relative alle condizioni dell'infanzia in Italia, manchino da anni dati ufficiali", sottolinea ancora Arianna Saulini. "Ad oggi non conosciamo il numero di bambini e bambine che vivono fuori della famiglia", elenca, "non sono state istituite anagrafi regionali sul numero di minori in strutture residenziali come istituti e case-famiglia e non è operativa la banca dati dei minori dichiarati adottabili e degli aspiranti genitori adottivi. Mancano dati ufficiali sui minori Rom", prosegue. "Non è possibile stimare il numero di minori vittime di tratta dato che gli unici dati disponibili sono quelli relativi al rilascio dei permessi di soggiorno per protezione sociale e ancora incomplete sono le statistiche sull'abuso a danno di minori".
Le Raccomandazioni del Gruppo di Lavoro.
"E' evidente che i passi da compiere per garantire adeguata tutela ai minori presenti in Italia siano ancora molti, a partire da un'esaustiva conoscenza dei loro bisogni e dei problemi che li riguardano", commenta Arianna Saulini. "Alla luce di ciò il Rapporto del Gruppo di Lavoro vuole essere uno strumento utile e costruttivo. Oltre quindi a rilevare le eventuali carenze nelle politiche, nelle leggi e nelle azioni messe in atto dal nostro paese in favore dell'infanzia", precisa, " offre tutta una serie di raccomandazioni e indicazioni su cosa fare.
Per esempio, ci auguriamo che il nuovo Governo provveda quanto prima all'istituzione del Garante nazionale indipendente per l'infanzia. Rafforzi e implementi il meccanismo per la raccolta e l'analisi dei dati disaggregati sui minori. Provveda all'adeguata accoglienza dei minori stranieri in Italia regolamentando la materia relativa al rilascio del permesso di soggiorno, al diritto al lavoro, al diritto alla protezione all'arrivo in frontiera. Auspichiamo che sia finalmente approvata una legge sul diritto all'asilo. Che grazie all'azione congiunta di istituzioni e ong di settore, si avviino misure per il supporto ai minori vittime di tratta e di varie forme di sfruttamento, da quello sessuale, a quello lavorativo. Come Gruppo di Lavoro", conclude Arianna Saulini, "continueremo nella nostra attività di monitoraggio e di attenta osservazione di quanto il nostro paese sta facendo e farà per tutelare i diritti dei bambini presenti in Italia
fonte: help consumatori, Onu, Unicef Etichette:
1 commenti:
La fame nel mondo non cala, anzi. Secondo il Rapporto Annuale della Fao sullo Stato di Insicurezza Alimentare (Sofi), appena pubblicato,
nel periodo 2001-03, 854 milioni di persone sono risultate sottoalimentate nel mondo, lo stesso numero del periodo 1990-1992. A dieci anni di distanza i maggiori progressi sono stati registrati nell'America Latina che è passata da un tasso di sottalimentazione del 13% al 10%, anche se per il Venezuela si segnala una crescita dall'11% al 18%. Anche in Cina c'è stato un calo dal 16% al 12%, mentre la situazione resta preoccupante per la fascia dell'Africa centrale dove c'è stato un aumento preoccupante della percentuale di sottoalimentazione, schizzata del 20%, dal 36% al 56%. In particolare, risultano in netto peggioramento le percentuali della Repubblica democratica del Congo (dal 31% al 72%), dell'Eritrea (dal 68% al 73%) e del Burundi, (dal 48% al 67%). Nella scheda sono riportati il numero (le cifre sono espresse in milioni) e la percentuale delle persone sottoalimentate nel mondo nei due periodi considerati dal rapporto Fao.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/10_Ottobre/30/pop_fame.shtml
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