undefinedundefinedMafiocrazia. (0)

Non crediate che siano pochi gli eletti dotati di poteri occulti. Non negli Stati Uniti per lo meno. Nell'anno 2006 erano 67.000 i partecipanti a 900 comitati, sottocomitati, commissioni, assemblee e/o convegni che forniscono consulenza al Dipartimento dell'Agricoltura, al Pentagono, al Dipartimento dell'Energia e ad altri ministeri e organismi federali su argomenti più diversi, dalle violazioni dei diritti umani all'interno delle forze armate, fino al trasporto, la produzione e l'immagazzinamento del petrolio e del gas naturale. I loro nomi difficilmente appaiono sui media e costituiscono un potere invisibile. Manipolano la politica dello Stato e non poche volte lo fanno a favore di interessi diversi fra loro. I lobbisti del Congresso o del Potere Esecutivo sono noti. Loro forse no.



L'esistenza di questi organismi è perfettamente legale: la legge federale sul comitato consultivo (FACA, Federal Advisory Committee Act) fu approvata nel 1972. Solo che si applica in modo particolare: sembrerebbe che l'elezione di coloro che lo compongono abbia a che vedere più con le alleanze politiche ed economiche che con l'esperienza nelle materie che devono esaminare. Così la pensa il rappresentante democratico Brian Birdi "Accade" -ha detto- "che si travisi deliberatamente la selezione dei partecipanti al dibattito, si scelga quelli di una certa ideologia e si eliminino gli altri. Viene intenzionalmente contaminata l'informazione che riceviamo". Ovviamente non si tratta solo di ideologie.

L'ispettore generale del Dipartimento di Educazione ha identificato, in un convegno cui partecipavano 25 membri, 6 che avevano "legami professionali importanti relativamente a un metodo pedagogico che prevede l'impiego di un determinato programma di lettura" il che fa prevedere l'invio in via preferenziale di fondi agli stati dove si applica tale metodo (The Center for Public Integrity, 29-03-07). Gli avvocati di Earthjustice - organismo non governativo che difende l'applicazione delle leggi ambientaliste - hanno dato il via ad un processo contro i Rappresentanti degli Interessi Commerciali statunitensi (USTR United States Trade Representative), ente che difende strenuamente le magnificenze del libero commercio: hanno presentato prove relative al fatto che 6 dei suoi comitati di consulenza erano dominati da interessi imprenditoriali. Questi comitati dovevano valutare i danni che i nuovi prodotti chimici e farmaceutici potevano arrecare alla popolazione. Perché si sa, la cosa principale è la salute. Delle imprese.

Il Dr. Hemnry Anderson e lo specialista Richard Espinosa furono rimossi nel 2005 dai loro incarichi nell'organo di consulenza che, tra le altre cose, amministrava i programmi di indennizzo ai lavoratori dell'industria nucleare. Ci sono indizi che il Dipartimento del Lavoro abbia considerato che erano troppo a favore dei danneggiati dalle radiazioni nucleari. Nell'ottobre 2005, poco dopo avergli comunicato la decisione, Shelby Hallmark - direttore dell'ufficio dei programmi di indennizzo ai dipendenti di quel dipartimento - promosse un memorandum nel quale si segnalava che l'organo al quale appartenevano i due specialisti ricorreva a criteri "confusi" per far sì che un certo numero di lavoratori ottenesse un indennizzo e altri benefici medici. Hallmark spiegò che il mandato dei due specialisti era scaduto e che sostituirli "avrebbe migliorato in modo considerevole l'equilibrio dell'assemblea" (www.judiciary.house.gov, 15-11-06). E così fu. Il Dipartimento del lavoro ha respinto fino al febbraio 2007 circa 56.000 reclami dei 90.000 che hanno presentato le vittime di cancro e di altre malattie provocate dall'esposizione al plutonio e all'uranio.

Cioè ha tolto le speranze a più del 62 per cento dei colpiti dai danni collaterali dell'industria nucleare.

I convegni e i comitati dei consulenti solitamente si riuniscono a porte chiuse e sigillano gli atti delle riunioni. A volte si camuffano da gruppi di lavoro non previsti dalla legge e che non la rispettano. Il tribunale d'appello della giurisdizione di Washington ha considerato che non erano oggetto alla regolamentazione del FACA e la Suprema Corte di Giustizia ha deciso che nemmeno lo era il gruppo che il vicepresidente Dick Cheney aveva convocato per decidere le politiche energetiche del governo prima dell'invasione dell'Iraq. l dettaglio è che la maggior parte di questi "consulenti" aveva interessi dichiarati nelle industrie del settore, ma Dick non era un meticoloso. In verità nemmeno l'unico: nove dei trenta membri del Consiglio della Politica di Difesa del Pentagono sono legati a imprese che hanno vinto contratti per 76.000 milioni di dollari solo nel periodo 2001/2002 senza particolari clamori.

In passato i poteri occulti permettevano la levitazione, la telecinesi, la vera magia ed altre meraviglie. Oggi, negli Stati Uniti questi poteri si riducono a uno solo: fare soldi. Molti.

Altercom. Agenzia stampa dell'Ecuador, Comunicazione per la Libertà

Juan Gelman, (n. 1930) poeta e scrittore argentino. Dal 1976 risiede in Messico, dove fu costretto all' esilio a causa della dittatura militare fascista che gli ha strappato suo figlio e la nuora in gravidanza. Tra la sua vasta opera spiccano i libri:

Los poemas de Sidney West (1969)
Fábulas (1971)
Hechos y relaciones (1980)
Citas y comentarios (1982)
La junta luz (1985)
Composiciones (1986)
Interrupciones I e II (1988)
Salarios del impío (1933)


Fonte: http://www.altercom.org/article148077.html Etichette:

undefinedundefinedVendesi Casa (0)

El pueblo non se va. Letteralmente, il popolo non se ne va: così cantavano e gridavano nelle piazze argentine milioni di famiglie scese a protestare contro le conseguenze socioeconomiche di quella scellerata campagna di indebitamento della nacion argentina a scapito della sua popolazione. Questo slogan (il popolo non se ne va) è opportuno iniziare ad impararlo ed intonarlo nella nostra lingua perchè molto presto rivedremo in Italia situazioni simili, se non peggiori.



Il colpo di grazia lo darà l'immobiliare, in particolar modo l'indebitamento ipotecario per l'acquisto della prima casa che questa volta farà anche delle vittime eccellenti: proprio il sistema bancario che ha alimentato in questi ultimi 5 anni, prima il rally ed ora lo sboom immobiliare. Non che questo debba ormai stupire, i moniti arrivano da svariati cantoni, majors comprese: tra cui recentemente la Merryl Lynch che ha annunciato un vero e proprio scenario stile 1929 per i prossimi mesi.


Oltre ai moniti, abbiamo già avuto anche i primi collassi finanziari dagli echi illustri: Astroc in Spagna e la New Century Financial in USA. In particolar modo nel mercato statunitense lo scenario si è già fatto drammatico: il noto slogan di molte società finanziarie per l'erogazione di mutui "our business is the american dream" si sta trasformerà presto in "our business is the american nightmare" ! Il mercato immobiliare, non solo quello italiano, ha imboccato la strada dello scenario argentino: il rischio di insolvenza è dietro l'angolo. Il mercato ha superato il limite di saturazione, non si vende più, a meno di un deprezzamento consistente, migliaia sono ormai gli immobili nuovi sfitti nelle città italiane. Solo nella mia città ci sono quartieri con 500 appartamenti nuovi inveduti e con la gara al ribasso sul prezzo alla fine di ogni mese pur di piazzarne qualcuno.

Pur tuttavia qualcuno gongola. Voglio pensare che tutto questo non sia stato casuale: i Comuni infatti fanno a gara ad assegnare licenze edilizie in considerazione dei benefici finanziari che nel tempo arriveranno sotto forma di entrate fiscali grazie all'ICI. Ma ritornando a noi, il problema chiave diventa anche l'esposizione debitoria tra istituti di credito e nuclei familiari a causa dei tanto osannati mutui al 100 %. Nella mia regione conosco una modesta banca territoriale che ha qualcosa come 1500 mutui di nuova erogazione già incagliati (con le persone che fanno la ressa agli sportelli per avere le sue azioni) ! E con lo spettro della clausola di risoluzione espressa pendente su ogni contratto di mutuo, il sogno di possedere una propria (squallida) abitazione con un mutuo al 100 % si trasformerà presto nel peggior incubo della vostra vita. Già, infatti se qualcuno non ne fosse a conoscenza, lo invito ad andarsi a leggere la clausola di solito menzionata all'articolo 7 delle Condizioni Generali di Contratto e denominata "Clausola di Risoluzione Espressa".

Per farla breve, se la banca vi ha prestato 100.000 euro con un mutuo al 100 % perchè il vostro immobile vale appunto 100.000 euro, allora nel caso in cui si dovesse verificare una qualsiasi forma di deprezzamento (sia generico che specifico) dello stesso immobile, per esempio 15.000 euro (ipotesi molto verosimile), la banca ha la facoltà di chiedervi una integrazione di garanzia per 15.000 euro (ad esempio con una fideiussione) oppure un abbattimento istantaneo del montante capitale per 15.000 euro. E non dimentichiamo che voi avete l'obbligo di soddisfare la legittima richiesta dell'istituto di credito. Qualora non ne foste in grado, non cè nessun problema per la banca che vi ha prestato il denaro: infatti ai sensi dell'articolo 1456 del Codice Civile risolverà il contratto per inadempienza e metterà all'asta il vostro appartamento !
L'ulteriore rialzo dei tassi infine aiuterà a velocizzare la mattanza di tutti questi giovani pollastri con gli ideali di vita presi da MTV che pensano sia un diritto possedere anche quello che non ci si può permettere, e soprattutto che tutto debba sempre essere concesso a fronte di alcun sacrificio e rinuncia.

Se non credete a me, almeno confidate nella matematica ! Basta fare due semplici conti per capacitarsi delle conseguenze che colpiscono a cascata tutte queste coppie ingenue, abbindolate da una pubblicità mediatica fuorviante: chi avesse acquistato con mutuo al 100 % (o similare, anche con il 90 % gli effetti sono medesimi) un miniappartamento di 100.000 euro circa 2 o 3 anni fa, quando i tassi di interesse erano ai minimi storici (due per cento), oggi si trova a pagare interessi ormai quasi doppi rispetto ad allora.

L'aumento dei tassi dal 2 % all'attuale 3,75 % (presto 4 %), si traduce in 1750 euro in più di interessi annui aggiuntivi da pagare, rispetto al calcolo della serva fatto innanzi al direttore della fililale del Banco delle Giovani Marmotte. Un po come se la tradicesima improvvisamente scomparisse per sempre. E questo è solo l'inizio. Infatti adesso vanno di moda i mutui a rata costante e durata a sorpresa. Amara purtroppo. Quindi per finire: i migliori investimenti li farete tra 3/4 anni presso le aste immobiliari di vendita all'incanto presso i Tribunali, in cui potrete acquistare per 60/70 quello che tre anni prima costava 100. Etichette:

undefinedundefinedMediamol (0)

E' sicuramente la notizia del giorno: Mediaset - o meglio, Mediacinco Cartera, controllata in parte da Mediaset - ha acquistato con Cyrte Fund II B.V. e GS Capital Partners VI il 99,7% delle azioni di una delle più grandi società di produzione di format televisivi a livello mondiale, Endemol, che dal 2000 apparteneva alla compagnia telefonica spagnola Telefònica. L'acquisizione riguarda in realtà Endemol Investment Holding BV, che detiene il 75% della società operativa Endemol NV, ma pare che le trattative per l'acquisto del rimanente 25% siano già partite.



Per la nostra tv si apre uno scenario particolare, perché attualmente sono numerosi i programmi Endemol trasmessi dalla tv di Stato, come ad esempio Affari Tuoi, La prova del cuoco e Che tempo che fa, attualmente in onda. Ma anche Il treno dei desideri, Notti sul ghiaccio, Provaci ancora prof e tante altre trasmissioni o fiction che hanno avuto successo in casa Rai e che, almeno nelle intenzioni della dirigenza, dovrebbero essere riproposte nelle prossime stagioni televisive.
Non è solo la Rai però a ricorrere spesso ad Endemol, ma anche La7 (per esempio con Cambio moglie e Le invasioni barbariche) e molti dei canali del pacchetto Sky. Se per la Rai si parla di accordo triennale con Endemol, con scadenza 2008, che dovrebbe in qualche modo salvaguardare la tv di Stato, per gli altri canali e per la Rai stessa dopo la scadenza di tale contratto, il futuro è incerto: i programmi Endemol saranno riservati alle tre reti Mediaset o saranno ancora a disposizione della concorrenza?

Dal canto suo, la Rai sta già cercando una soluzione. Significativa la dichiarazione di Cappon: "E' un fatto rilevante nell'industria e quindi lo considereremo [...] E' impossibile fare considerazioni un minuto dopo l'acquisto. Occorre fare una riflessione"

(vignetta Molly Bezz) Etichette:

undefinedundefined2° Anniversario Parlamentari Day (0)

In occasione del secondo anniversario degli aumenti di stipendio dei nostri parlamentari riposto il solito documento tratto dall'espresso del Maggio 2005.
Per non dimentacare, mai.



Recentemente, il Parlamento ha votato all'UNANIMITA'
e senza astenuti (ma che strano!?) un aumento di stipendio per
i parlamentari, di circa euro 1.135 al mese.
Inoltre, la mozione é stata camuffata in modo tale da non
risultare nei verbali ufficiali.

STIPENDIO Euro 19.150
STIPENDIO BASE Euro 9.980
PORTABORSE Euro 4.030 (generalmente parenti o familiari)
RIMBORSO SPESE AFFITTO Euro 2.900
INDENNITA’ DI CARICA tra Euro 335 ed Euro 6.455
(ovviamente il tutto esentasse)

Benefit:
TELEFONO CELLULARE Gratis
TESSERA DEL CINEMA Gratis
TESSERA TEATRO Gratis
TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA Gratis
FRANCOBOLLI Gratis
VIAGGI AEREI NAZIONALI Gratis
CIRCOLAZIONE su AUTOSTRADE Gratis
PISCINE e PALESTRE Gratis
TRENI Gratis
AEREO DI STATO Gratis
AMBASCIATE Gratis
CLINICHE Gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI Gratis
ASSICURAZIONE DECESSO Gratis
AUTO BLU CON AUTISTA Gratis
RISTORANTE Gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000, poi se ne sono visti bene dal divulgare di nuovo queste informazioni)

Pensioni:
Hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in Parlamento,
mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per
ora!!!).

Circa 103.000 euro li incassano con il rimborso
spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento
ai partiti), più i privilegi per coloro che sono stati Presidenti
della Repubblica, del Senato o della Camera (es: la sig.ra
Pivetti, ora cabarettista in tv, ha ancora a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio).
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di
EURO.

La sola Camera dei Deputati costa al cittadino Euro 2.215 al MINUTO !!

Anche quest'anno, auguri.

(illustrazione Lorenzo Milito) Etichette:

undefinedundefinedSarkozy (1)

Nicolas Sarkozy (a cui delle fonti dell'intelligence francese si sono riferite come al “piccolo Hitler francese”) governerà la Francia con l'aiuto dei due miliardari Martin Bouygues e Arnaud Lagardere, simili a Silvio Berlusconi e Rupert Murdoch, neoconservatori e grandi proprietari di mezzi di informazione francesi. Bouygues è proprietario del canale televisivo TF1, che ci si può aspettare agirà come la versione di Sarkozy del canale Fox News del partito repubblicano Usa.



Il gruppo di media di Lagardere comprende il network radio Europe 1, Paris Match, diversi quotidiani regionali francesi, ed è un grosso azionista della rete televisiva francese Canal+. Sarkozy è noto per censurare qualunque articolo che gli sia sfavorevole e per fare pressioni a editori e redattori perché licenzino giornalisti refrattari. Con molti dei media francesi nelle sue tasche ci si aspetta che il franco-ungherese Sarkozy istituisca nella sua nazione una nuova era di censura del tipo di quella di Janos Kadar [ Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista ungherese durante la Rivolta del 1956 N.d.t.].

L'elezione francese, dall'inizio, è stata infestata da frodi elettorali: sondaggi fasulli, exit poll fasulli e irregolarità nelle macchine per il voto e il conteggio elettronico sono stati tratti distintivi del primo turno nell'elezione presidenziale. Le macchine I-Votronic della ES&S sono state usate in entrambe le elezioni in tutta la Francia. Solo il partito di Sarkozy appoggiava l'uso di queste macchine, mentre tutti gli altri partiti politici chiedevano una moratoria sul loro uso. L'affluenza nelle elezioni francesi è stata di oltre il 75%. Mentre grandi affluenze storicamente, in Francia, hanno favorito la sinistra, gli exit poll e i conteggi reali erano in disaccordo con l'affluenza: un'indicazione di una grande frode elettorale.

Simili irregolarità nei conteggi sono state incontrate nelle recenti elezioni in Scozia, Galles e Inghilterra. In Scozia 100.000 schede, considerate in maggior parte a favore dello indipendentista Scottish National Party, sono state dichiarate “nulle” nelle elezioni scozzesi. Questo “inconveniente” è costato ai nazionalisti scozzesi una più ampia maggioranza nel Parlamento scozzese. Irregolarità in Galles e in Inghilterra hanno, in modo simile, influenzato maggiori margini per i nazionalisti gallesi e della Cornovaglia. Come bretoni e corsi scopriranno presto con Sarkozy, il nazionalismo regionale è in antitesi con l'agenda globalista neo-con, in particolare con i banchieri internazionali che vogliono un forte controllo centralizzato e una minima devoluzione del potere a governi locali e regionali.

Le malefatte elettorali dei neo-con con la manipolazione di elezioni in Francia, Gran Bretagna, Canada, Stati Uniti, Italia, Australia, Perù, Costarica, Messico e altri paesi rimarranno un problema sino a che la gente, agendo tramite il potere di governi progressisti, anti-globalisti e anti-capitalisti, non riprenderà il controllo, con qualunque mezzo necessario, dei media, dei processi di voto e di conteggio dei voti e dei meccanismi dei sondaggi d'opinione.


Fonte: WAYNE MADSEN | http://www.waynemadsenreport.com/
Link: http://www.thetruthseeker.co.uk/article.asp?ID=6517 Etichette:

undefinedundefinedWi-fi Zone (1)

Sono in ogni strada commerciale, in ogni caffetteria e in ogni scuola, ma gli esperti sono seriamente preoccupati circa gli effetti dell'inquinamento elettronico provocato dai network senza fili che connettono i nostri computer portatili e i nostri cellulari, ci informa Geoffrey Lean.



Essere "wired-up" o "connesso" era un modo di dire che significava essere all'occhio, in campana, in sintonia con tutto ciò che è moderno e trendy. Non più. Essere wireless, o "senza fili" è tutto ciò che conta adesso.

Andate in uno Starbucks (catena di caffetterie americana, n.d.t.), in un bar d'albergo o in una sala d'aspetto aeroportuale e sarete certi di vedere gente che pigia febbrilmente sulla tastiera del proprio computer portatile, connesso invisibilmente alla rete internet. Visitate gli amici ed è probabile che vi mostrino il loro nuovo assetto web appena installato. Tenete una conferenza all'università e vedrete studenti che battono sulla tastiera, confrontando quello che asserite con quanto scoprono in tempo reale su internet. Ed ora la nuova tecnologia Wi-Fi sta propagandosi come un incendio attraverso le scuole primarie e secondarie del Regno Unito.

L'esplosione tecnologica è persino più grande dell'esplosione della telefonia cellulare che l'ha preceduta. E, come per i cellulari, è seguita da paure circa i suoi effetti sulla salute, specialmente quella dei bambini. Studi recenti, che indicano che le peggiori paure riguardo ai telefoni cellulari sono comprovate, servono solo ad aumentare le nostre preoccupazioni riguardo alla "zuppa elettronica" in cui le nostre vite sono sempre più immerse.

Oggi possiamo svelare che l'uomo che aveva lanciato i più autorevoli segnali d'allarme per quanto riguardava i pericoli della telefonia mobile, sta ora preoccupandosi del propagarsi della tecnologia Wi-Fi. Sir William Stewart, presidente dell'Agenzia per la Protezione della Salute e già a capo della consulenza scientifica del Governo – sta personalmente esercitando pressioni per promuovere un'indagine sui rischi alla salute che questa nuova tecnologia può causare.

Ma le preoccupazioni per la salute non sembrano rallentare l'espansione del "senza fili". In Gran Bretagna già un adulto su cinque possiede un computer portatile wireless. Ci sono 35.000 "hot spot" ("zone calde") dove si possono usare, di solito a pagamento.

Negli ultimi 18 mesi, 1 milione e 600.000 computers senza fili (laptop Wi-Fi) sono stati venduti in Gran Bretagna per uso domestico, per uffici e per una serie di altri luoghi. Si stima che la metà delle scuole primarie e quattro quinti delle scuole secondarie li abbiano già installati.

Intere città stanno convertendosi alla tecnologia senza fili. Prima fra tutte è la signorile, quasi bucolica cittadina di Norwich, che ha installato una rete che copre quasi interamente il centro città, con un raggio di 4 chilometri dal municipio. Arriva a punti chiave più lontani, compresa l'Università di East Anglia ed un ospedale locale, e sarà ampliata per includere anche zone rurali del sud della regione.

Duecento e più piccole antenne sono state fissate ad altrettanti pali della luce per creare la rete, che chiunque può usare gratis per un'ora. Niente però impedisce alle mille persone che la usano ogni giorno di staccarsene quando il tempo scade, per poi riallacciarsi nuovamente per un'altra sessione gratuita.

"Volevamo vedere se una cosa di questo genere fosse fattibile", dice Anne Carey, direttrice del progetto. "La gente la sta usando e trovando utile. Penso che la nostra, al momento, sia la più grande rete di questo tipo".

Non per molto. Il prossimo anno Brighton intende installare una rete che comprenderà tutta la città, mentre Manchester sta progettandone una che coprirà 400 miglia quadrate, e che permetterà l'accesso gratuito a più di 2 milioni e duecentomila persone.

L'allarme finora sollevato è stato scarso e debole e arriva perlopiù da persone così sensibili alle radiazioni elettromagnetiche emesse dai cellulari, dalle loro antenne e dalla tecnologia senza fili da sentirsi male al cospetto. L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che tre persone su cento sono, per certi versi, "elettrosensibili". Ma scienziati e dottori – e qualche governo europeo – stanno aggiungendo le loro voci all'allarme, mentre diventa chiaro che l'uso quasi universale di telefoni cellulari potrebbe preludere ad una futura catastrofe sanitaria.

Un recente ed autorevole studio finlandese ha trovato che le persone che hanno usato telefoni cellulari per più di dieci anni hanno il 40 per cento di probabilità in più di contrarre un tumore al cervello dalla stessa parte della testa a cui accostano il telefonino, mentre ricercatori svedesi asseriscono che le radiazioni uccidono cellule cerebrali, il che potrebbe portare le giovani generazioni odierne a "rimbambirsi" verso i quaranta-cinquant'anni.

Il professore Lawrie Challis, che è a capo della ricerca governativa sulla sicurezza della telefonia mobile, asserisce che il cellulare potrebbe diventare "la sigaretta del 21° secolo".

C'è stata minore preoccupazione per le antenne, perché emettono molto meno radiazioni che i telefoni cellulari. Ma la gente che vive nelle vicinanze – o che va a scuola vicino – ai trasmettitori è monitorata costantemente e gli studi rivelano una preoccupante incidenza di sintomi quali mal di testa, fatica, nausea, capogiri e problemi di memoria. Si pensa pure che le emissioni possano accrescere casi di cancro e problemi cardiaci.

In genere i sistemi "senza fili" usano antenne più piccole per le case e le scuole – ma queste emettono più o meno le stesse radiazioni, per cui anche se quasi nessuna ricerca è stata effettuata al loro riguardo, scienziati e promulgatori pensano che queste abbiano effetti indesiderati simili a quelli causati dalla telefonia. Essi sostengono che stiamo adesso vivendo in una "zuppa" di radiazioni elettromagnetiche un miliardo di volte più potente dei campi naturali in cui si sono sviluppate le nostre cellule negli ultimi 3 miliardi e 800 milioni di anni. Questo fattore, dicono, è certo che causerà guai.

Il prof. Leif Salford, dell'Università di Lund – che ha provato come le radiazioni uccidano cellule cerebrali – è profondamente preoccupato circa l'aggiungersi della tecnologia "senza fili" allo "smog elettronico".

La preoccupazione maggiore è per i bambini, sia perché sono più vulnerabili – i loro crani sono più sottili di quelli degli adulti ed il loro sistema nervoso sta ancora sviluppandosi – sia perché la loro vita sarà esposta più a lungo alle radiazioni.

L'Associazione Medica Austriaca sta attivandosi contro lo sviluppo del Wi-Fi nelle scuole. Le autorità della provincia di Salzburg hanno già dato direttive alle scuole di non installare antenne e ne stanno considerando il bando. Il dottor Gerd Oberfeld, capo del servizio ambiente e medicina di Salzburg, dice che il sistema Wi-Fi è "pericoloso" per le persone sensibili e che "il numero di tali persone e i pericoli annessi a quella tecnologia sono in crescita".

In Gran Bretagna la scuola di Stowe ha rimosso il sistema Wi-Fi da una parte del proprio territorio dopo che un insegnante di materie classiche, Michael Bevington – che insegna in quella scuola da 28 anni – ha accusato mal di testa e nausea subito dopo l'installazione.

Ian Gibson, Membro del Parlamento per la nuova città "senza fili" di Norwich sta promuovendo un'inchiesta ufficiale sui rischi del Wi-Fi, mentre l'Associazione Professionale degli Insegnanti scriverà questa settimana al Segretario all'Educazione Alan Johnson per lo stesso motivo. Philip Parkin, il segretario generale del sindacato, dice: "Sono preoccupato che così tante reti senza fili si stanno installando in scuole e collegi senza conoscerne le conseguenze a lungo termine. La proliferazione di tali reti potrebbe avere seri risvolti sulla salute sia del personale sia degli alunni, senza che le cause siano riconosciute". Ma, aggiunge, "ci sono enormi pressioni commerciali, il che spiegherebbe perché non ci sia ancora stato alcun provvedimento al riguardo".

Linee guida ignorate

Il primo Rapporto Stewart, pubblicato nel maggio del 2000, ha prodotto una serie di raccomandazioni sensate, tra cui: scoraggiare i bambini dall'uso di telefoni cellulari e vietare che le industrie facciano promozioni per i più giovani; pubblicare i livelli di radiazione dei vari telefonini, sicché i clìenti possano scegliere quelli dalle emissioni inferiori; assoggettare l'installazione dei ripetitori ad un controllo attraverso un sistema democratico di pianificazione; vietare l'installazione di antenne dove il "fascio di irradiazione maggiore" cade su scuole, a meno che tali scuole e i genitori degli alunni fossero d'accordo.

Il governo accettò la maggior parte di questi consigli, ma poi, come "The Independent on Sunday" ha più volte sottolineato, mancò di implementarli. Probabilmente si è persa ogni possibilità di frenare l'uso dei telefonini da parte di bambini e giovani, siccome dalla data del primo resoconto, l'uso dei telefonini da parte dei più giovani è raddoppiato.

Fonte: L'articolo integrale di Paul Bignall, Will Dowling e Jude Townend lo potete trovare qui: http://news.independent.co.uk/uk/health_medical/article2472140.ece Etichette: