Mafiocrazia. (0)

Non crediate che siano pochi gli eletti dotati di poteri occulti. Non negli Stati Uniti per lo meno. Nell'anno 2006 erano 67.000 i partecipanti a 900 comitati, sottocomitati, commissioni, assemblee e/o convegni che forniscono consulenza al Dipartimento dell'Agricoltura, al Pentagono, al Dipartimento dell'Energia e ad altri ministeri e organismi federali su argomenti più diversi, dalle violazioni dei diritti umani all'interno delle forze armate, fino al trasporto, la produzione e l'immagazzinamento del petrolio e del gas naturale. I loro nomi difficilmente appaiono sui media e costituiscono un potere invisibile. Manipolano la politica dello Stato e non poche volte lo fanno a favore di interessi diversi fra loro. I lobbisti del Congresso o del Potere Esecutivo sono noti. Loro forse no.



L'esistenza di questi organismi è perfettamente legale: la legge federale sul comitato consultivo (FACA, Federal Advisory Committee Act) fu approvata nel 1972. Solo che si applica in modo particolare: sembrerebbe che l'elezione di coloro che lo compongono abbia a che vedere più con le alleanze politiche ed economiche che con l'esperienza nelle materie che devono esaminare. Così la pensa il rappresentante democratico Brian Birdi "Accade" -ha detto- "che si travisi deliberatamente la selezione dei partecipanti al dibattito, si scelga quelli di una certa ideologia e si eliminino gli altri. Viene intenzionalmente contaminata l'informazione che riceviamo". Ovviamente non si tratta solo di ideologie.

L'ispettore generale del Dipartimento di Educazione ha identificato, in un convegno cui partecipavano 25 membri, 6 che avevano "legami professionali importanti relativamente a un metodo pedagogico che prevede l'impiego di un determinato programma di lettura" il che fa prevedere l'invio in via preferenziale di fondi agli stati dove si applica tale metodo (The Center for Public Integrity, 29-03-07). Gli avvocati di Earthjustice - organismo non governativo che difende l'applicazione delle leggi ambientaliste - hanno dato il via ad un processo contro i Rappresentanti degli Interessi Commerciali statunitensi (USTR United States Trade Representative), ente che difende strenuamente le magnificenze del libero commercio: hanno presentato prove relative al fatto che 6 dei suoi comitati di consulenza erano dominati da interessi imprenditoriali. Questi comitati dovevano valutare i danni che i nuovi prodotti chimici e farmaceutici potevano arrecare alla popolazione. Perché si sa, la cosa principale è la salute. Delle imprese.

Il Dr. Hemnry Anderson e lo specialista Richard Espinosa furono rimossi nel 2005 dai loro incarichi nell'organo di consulenza che, tra le altre cose, amministrava i programmi di indennizzo ai lavoratori dell'industria nucleare. Ci sono indizi che il Dipartimento del Lavoro abbia considerato che erano troppo a favore dei danneggiati dalle radiazioni nucleari. Nell'ottobre 2005, poco dopo avergli comunicato la decisione, Shelby Hallmark - direttore dell'ufficio dei programmi di indennizzo ai dipendenti di quel dipartimento - promosse un memorandum nel quale si segnalava che l'organo al quale appartenevano i due specialisti ricorreva a criteri "confusi" per far sì che un certo numero di lavoratori ottenesse un indennizzo e altri benefici medici. Hallmark spiegò che il mandato dei due specialisti era scaduto e che sostituirli "avrebbe migliorato in modo considerevole l'equilibrio dell'assemblea" (www.judiciary.house.gov, 15-11-06). E così fu. Il Dipartimento del lavoro ha respinto fino al febbraio 2007 circa 56.000 reclami dei 90.000 che hanno presentato le vittime di cancro e di altre malattie provocate dall'esposizione al plutonio e all'uranio.

Cioè ha tolto le speranze a più del 62 per cento dei colpiti dai danni collaterali dell'industria nucleare.

I convegni e i comitati dei consulenti solitamente si riuniscono a porte chiuse e sigillano gli atti delle riunioni. A volte si camuffano da gruppi di lavoro non previsti dalla legge e che non la rispettano. Il tribunale d'appello della giurisdizione di Washington ha considerato che non erano oggetto alla regolamentazione del FACA e la Suprema Corte di Giustizia ha deciso che nemmeno lo era il gruppo che il vicepresidente Dick Cheney aveva convocato per decidere le politiche energetiche del governo prima dell'invasione dell'Iraq. l dettaglio è che la maggior parte di questi "consulenti" aveva interessi dichiarati nelle industrie del settore, ma Dick non era un meticoloso. In verità nemmeno l'unico: nove dei trenta membri del Consiglio della Politica di Difesa del Pentagono sono legati a imprese che hanno vinto contratti per 76.000 milioni di dollari solo nel periodo 2001/2002 senza particolari clamori.

In passato i poteri occulti permettevano la levitazione, la telecinesi, la vera magia ed altre meraviglie. Oggi, negli Stati Uniti questi poteri si riducono a uno solo: fare soldi. Molti.

Altercom. Agenzia stampa dell'Ecuador, Comunicazione per la Libertà

Juan Gelman, (n. 1930) poeta e scrittore argentino. Dal 1976 risiede in Messico, dove fu costretto all' esilio a causa della dittatura militare fascista che gli ha strappato suo figlio e la nuora in gravidanza. Tra la sua vasta opera spiccano i libri:

Los poemas de Sidney West (1969)
Fábulas (1971)
Hechos y relaciones (1980)
Citas y comentarios (1982)
La junta luz (1985)
Composiciones (1986)
Interrupciones I e II (1988)
Salarios del impío (1933)


Fonte: http://www.altercom.org/article148077.html Etichette:

Vendesi Casa (0)

El pueblo non se va. Letteralmente, il popolo non se ne va: così cantavano e gridavano nelle piazze argentine milioni di famiglie scese a protestare contro le conseguenze socioeconomiche di quella scellerata campagna di indebitamento della nacion argentina a scapito della sua popolazione. Questo slogan (il popolo non se ne va) è opportuno iniziare ad impararlo ed intonarlo nella nostra lingua perchè molto presto rivedremo in Italia situazioni simili, se non peggiori.



Il colpo di grazia lo darà l'immobiliare, in particolar modo l'indebitamento ipotecario per l'acquisto della prima casa che questa volta farà anche delle vittime eccellenti: proprio il sistema bancario che ha alimentato in questi ultimi 5 anni, prima il rally ed ora lo sboom immobiliare. Non che questo debba ormai stupire, i moniti arrivano da svariati cantoni, majors comprese: tra cui recentemente la Merryl Lynch che ha annunciato un vero e proprio scenario stile 1929 per i prossimi mesi.


Oltre ai moniti, abbiamo già avuto anche i primi collassi finanziari dagli echi illustri: Astroc in Spagna e la New Century Financial in USA. In particolar modo nel mercato statunitense lo scenario si è già fatto drammatico: il noto slogan di molte società finanziarie per l'erogazione di mutui "our business is the american dream" si sta trasformerà presto in "our business is the american nightmare" ! Il mercato immobiliare, non solo quello italiano, ha imboccato la strada dello scenario argentino: il rischio di insolvenza è dietro l'angolo. Il mercato ha superato il limite di saturazione, non si vende più, a meno di un deprezzamento consistente, migliaia sono ormai gli immobili nuovi sfitti nelle città italiane. Solo nella mia città ci sono quartieri con 500 appartamenti nuovi inveduti e con la gara al ribasso sul prezzo alla fine di ogni mese pur di piazzarne qualcuno.

Pur tuttavia qualcuno gongola. Voglio pensare che tutto questo non sia stato casuale: i Comuni infatti fanno a gara ad assegnare licenze edilizie in considerazione dei benefici finanziari che nel tempo arriveranno sotto forma di entrate fiscali grazie all'ICI. Ma ritornando a noi, il problema chiave diventa anche l'esposizione debitoria tra istituti di credito e nuclei familiari a causa dei tanto osannati mutui al 100 %. Nella mia regione conosco una modesta banca territoriale che ha qualcosa come 1500 mutui di nuova erogazione già incagliati (con le persone che fanno la ressa agli sportelli per avere le sue azioni) ! E con lo spettro della clausola di risoluzione espressa pendente su ogni contratto di mutuo, il sogno di possedere una propria (squallida) abitazione con un mutuo al 100 % si trasformerà presto nel peggior incubo della vostra vita. Già, infatti se qualcuno non ne fosse a conoscenza, lo invito ad andarsi a leggere la clausola di solito menzionata all'articolo 7 delle Condizioni Generali di Contratto e denominata "Clausola di Risoluzione Espressa".

Per farla breve, se la banca vi ha prestato 100.000 euro con un mutuo al 100 % perchè il vostro immobile vale appunto 100.000 euro, allora nel caso in cui si dovesse verificare una qualsiasi forma di deprezzamento (sia generico che specifico) dello stesso immobile, per esempio 15.000 euro (ipotesi molto verosimile), la banca ha la facoltà di chiedervi una integrazione di garanzia per 15.000 euro (ad esempio con una fideiussione) oppure un abbattimento istantaneo del montante capitale per 15.000 euro. E non dimentichiamo che voi avete l'obbligo di soddisfare la legittima richiesta dell'istituto di credito. Qualora non ne foste in grado, non cè nessun problema per la banca che vi ha prestato il denaro: infatti ai sensi dell'articolo 1456 del Codice Civile risolverà il contratto per inadempienza e metterà all'asta il vostro appartamento !
L'ulteriore rialzo dei tassi infine aiuterà a velocizzare la mattanza di tutti questi giovani pollastri con gli ideali di vita presi da MTV che pensano sia un diritto possedere anche quello che non ci si può permettere, e soprattutto che tutto debba sempre essere concesso a fronte di alcun sacrificio e rinuncia.

Se non credete a me, almeno confidate nella matematica ! Basta fare due semplici conti per capacitarsi delle conseguenze che colpiscono a cascata tutte queste coppie ingenue, abbindolate da una pubblicità mediatica fuorviante: chi avesse acquistato con mutuo al 100 % (o similare, anche con il 90 % gli effetti sono medesimi) un miniappartamento di 100.000 euro circa 2 o 3 anni fa, quando i tassi di interesse erano ai minimi storici (due per cento), oggi si trova a pagare interessi ormai quasi doppi rispetto ad allora.

L'aumento dei tassi dal 2 % all'attuale 3,75 % (presto 4 %), si traduce in 1750 euro in più di interessi annui aggiuntivi da pagare, rispetto al calcolo della serva fatto innanzi al direttore della fililale del Banco delle Giovani Marmotte. Un po come se la tradicesima improvvisamente scomparisse per sempre. E questo è solo l'inizio. Infatti adesso vanno di moda i mutui a rata costante e durata a sorpresa. Amara purtroppo. Quindi per finire: i migliori investimenti li farete tra 3/4 anni presso le aste immobiliari di vendita all'incanto presso i Tribunali, in cui potrete acquistare per 60/70 quello che tre anni prima costava 100. Etichette:

Mediamol (0)

E' sicuramente la notizia del giorno: Mediaset - o meglio, Mediacinco Cartera, controllata in parte da Mediaset - ha acquistato con Cyrte Fund II B.V. e GS Capital Partners VI il 99,7% delle azioni di una delle più grandi società di produzione di format televisivi a livello mondiale, Endemol, che dal 2000 apparteneva alla compagnia telefonica spagnola Telefònica. L'acquisizione riguarda in realtà Endemol Investment Holding BV, che detiene il 75% della società operativa Endemol NV, ma pare che le trattative per l'acquisto del rimanente 25% siano già partite.



Per la nostra tv si apre uno scenario particolare, perché attualmente sono numerosi i programmi Endemol trasmessi dalla tv di Stato, come ad esempio Affari Tuoi, La prova del cuoco e Che tempo che fa, attualmente in onda. Ma anche Il treno dei desideri, Notti sul ghiaccio, Provaci ancora prof e tante altre trasmissioni o fiction che hanno avuto successo in casa Rai e che, almeno nelle intenzioni della dirigenza, dovrebbero essere riproposte nelle prossime stagioni televisive.
Non è solo la Rai però a ricorrere spesso ad Endemol, ma anche La7 (per esempio con Cambio moglie e Le invasioni barbariche) e molti dei canali del pacchetto Sky. Se per la Rai si parla di accordo triennale con Endemol, con scadenza 2008, che dovrebbe in qualche modo salvaguardare la tv di Stato, per gli altri canali e per la Rai stessa dopo la scadenza di tale contratto, il futuro è incerto: i programmi Endemol saranno riservati alle tre reti Mediaset o saranno ancora a disposizione della concorrenza?

Dal canto suo, la Rai sta già cercando una soluzione. Significativa la dichiarazione di Cappon: "E' un fatto rilevante nell'industria e quindi lo considereremo [...] E' impossibile fare considerazioni un minuto dopo l'acquisto. Occorre fare una riflessione"

(vignetta Molly Bezz) Etichette:

2° Anniversario Parlamentari Day (0)

In occasione del secondo anniversario degli aumenti di stipendio dei nostri parlamentari riposto il solito documento tratto dall'espresso del Maggio 2005.
Per non dimentacare, mai.



Recentemente, il Parlamento ha votato all'UNANIMITA'
e senza astenuti (ma che strano!?) un aumento di stipendio per
i parlamentari, di circa euro 1.135 al mese.
Inoltre, la mozione é stata camuffata in modo tale da non
risultare nei verbali ufficiali.

STIPENDIO Euro 19.150
STIPENDIO BASE Euro 9.980
PORTABORSE Euro 4.030 (generalmente parenti o familiari)
RIMBORSO SPESE AFFITTO Euro 2.900
INDENNITA’ DI CARICA tra Euro 335 ed Euro 6.455
(ovviamente il tutto esentasse)

Benefit:
TELEFONO CELLULARE Gratis
TESSERA DEL CINEMA Gratis
TESSERA TEATRO Gratis
TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA Gratis
FRANCOBOLLI Gratis
VIAGGI AEREI NAZIONALI Gratis
CIRCOLAZIONE su AUTOSTRADE Gratis
PISCINE e PALESTRE Gratis
TRENI Gratis
AEREO DI STATO Gratis
AMBASCIATE Gratis
CLINICHE Gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI Gratis
ASSICURAZIONE DECESSO Gratis
AUTO BLU CON AUTISTA Gratis
RISTORANTE Gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000, poi se ne sono visti bene dal divulgare di nuovo queste informazioni)

Pensioni:
Hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in Parlamento,
mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per
ora!!!).

Circa 103.000 euro li incassano con il rimborso
spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento
ai partiti), più i privilegi per coloro che sono stati Presidenti
della Repubblica, del Senato o della Camera (es: la sig.ra
Pivetti, ora cabarettista in tv, ha ancora a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio).
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di
EURO.

La sola Camera dei Deputati costa al cittadino Euro 2.215 al MINUTO !!

Anche quest'anno, auguri.

(illustrazione Lorenzo Milito) Etichette:

Sarkozy (1)

Nicolas Sarkozy (a cui delle fonti dell'intelligence francese si sono riferite come al “piccolo Hitler francese”) governerà la Francia con l'aiuto dei due miliardari Martin Bouygues e Arnaud Lagardere, simili a Silvio Berlusconi e Rupert Murdoch, neoconservatori e grandi proprietari di mezzi di informazione francesi. Bouygues è proprietario del canale televisivo TF1, che ci si può aspettare agirà come la versione di Sarkozy del canale Fox News del partito repubblicano Usa.



Il gruppo di media di Lagardere comprende il network radio Europe 1, Paris Match, diversi quotidiani regionali francesi, ed è un grosso azionista della rete televisiva francese Canal+. Sarkozy è noto per censurare qualunque articolo che gli sia sfavorevole e per fare pressioni a editori e redattori perché licenzino giornalisti refrattari. Con molti dei media francesi nelle sue tasche ci si aspetta che il franco-ungherese Sarkozy istituisca nella sua nazione una nuova era di censura del tipo di quella di Janos Kadar [ Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista ungherese durante la Rivolta del 1956 N.d.t.].

L'elezione francese, dall'inizio, è stata infestata da frodi elettorali: sondaggi fasulli, exit poll fasulli e irregolarità nelle macchine per il voto e il conteggio elettronico sono stati tratti distintivi del primo turno nell'elezione presidenziale. Le macchine I-Votronic della ES&S sono state usate in entrambe le elezioni in tutta la Francia. Solo il partito di Sarkozy appoggiava l'uso di queste macchine, mentre tutti gli altri partiti politici chiedevano una moratoria sul loro uso. L'affluenza nelle elezioni francesi è stata di oltre il 75%. Mentre grandi affluenze storicamente, in Francia, hanno favorito la sinistra, gli exit poll e i conteggi reali erano in disaccordo con l'affluenza: un'indicazione di una grande frode elettorale.

Simili irregolarità nei conteggi sono state incontrate nelle recenti elezioni in Scozia, Galles e Inghilterra. In Scozia 100.000 schede, considerate in maggior parte a favore dello indipendentista Scottish National Party, sono state dichiarate “nulle” nelle elezioni scozzesi. Questo “inconveniente” è costato ai nazionalisti scozzesi una più ampia maggioranza nel Parlamento scozzese. Irregolarità in Galles e in Inghilterra hanno, in modo simile, influenzato maggiori margini per i nazionalisti gallesi e della Cornovaglia. Come bretoni e corsi scopriranno presto con Sarkozy, il nazionalismo regionale è in antitesi con l'agenda globalista neo-con, in particolare con i banchieri internazionali che vogliono un forte controllo centralizzato e una minima devoluzione del potere a governi locali e regionali.

Le malefatte elettorali dei neo-con con la manipolazione di elezioni in Francia, Gran Bretagna, Canada, Stati Uniti, Italia, Australia, Perù, Costarica, Messico e altri paesi rimarranno un problema sino a che la gente, agendo tramite il potere di governi progressisti, anti-globalisti e anti-capitalisti, non riprenderà il controllo, con qualunque mezzo necessario, dei media, dei processi di voto e di conteggio dei voti e dei meccanismi dei sondaggi d'opinione.


Fonte: WAYNE MADSEN | http://www.waynemadsenreport.com/
Link: http://www.thetruthseeker.co.uk/article.asp?ID=6517 Etichette:

Wi-fi Zone (1)

Sono in ogni strada commerciale, in ogni caffetteria e in ogni scuola, ma gli esperti sono seriamente preoccupati circa gli effetti dell'inquinamento elettronico provocato dai network senza fili che connettono i nostri computer portatili e i nostri cellulari, ci informa Geoffrey Lean.



Essere "wired-up" o "connesso" era un modo di dire che significava essere all'occhio, in campana, in sintonia con tutto ciò che è moderno e trendy. Non più. Essere wireless, o "senza fili" è tutto ciò che conta adesso.

Andate in uno Starbucks (catena di caffetterie americana, n.d.t.), in un bar d'albergo o in una sala d'aspetto aeroportuale e sarete certi di vedere gente che pigia febbrilmente sulla tastiera del proprio computer portatile, connesso invisibilmente alla rete internet. Visitate gli amici ed è probabile che vi mostrino il loro nuovo assetto web appena installato. Tenete una conferenza all'università e vedrete studenti che battono sulla tastiera, confrontando quello che asserite con quanto scoprono in tempo reale su internet. Ed ora la nuova tecnologia Wi-Fi sta propagandosi come un incendio attraverso le scuole primarie e secondarie del Regno Unito.

L'esplosione tecnologica è persino più grande dell'esplosione della telefonia cellulare che l'ha preceduta. E, come per i cellulari, è seguita da paure circa i suoi effetti sulla salute, specialmente quella dei bambini. Studi recenti, che indicano che le peggiori paure riguardo ai telefoni cellulari sono comprovate, servono solo ad aumentare le nostre preoccupazioni riguardo alla "zuppa elettronica" in cui le nostre vite sono sempre più immerse.

Oggi possiamo svelare che l'uomo che aveva lanciato i più autorevoli segnali d'allarme per quanto riguardava i pericoli della telefonia mobile, sta ora preoccupandosi del propagarsi della tecnologia Wi-Fi. Sir William Stewart, presidente dell'Agenzia per la Protezione della Salute e già a capo della consulenza scientifica del Governo – sta personalmente esercitando pressioni per promuovere un'indagine sui rischi alla salute che questa nuova tecnologia può causare.

Ma le preoccupazioni per la salute non sembrano rallentare l'espansione del "senza fili". In Gran Bretagna già un adulto su cinque possiede un computer portatile wireless. Ci sono 35.000 "hot spot" ("zone calde") dove si possono usare, di solito a pagamento.

Negli ultimi 18 mesi, 1 milione e 600.000 computers senza fili (laptop Wi-Fi) sono stati venduti in Gran Bretagna per uso domestico, per uffici e per una serie di altri luoghi. Si stima che la metà delle scuole primarie e quattro quinti delle scuole secondarie li abbiano già installati.

Intere città stanno convertendosi alla tecnologia senza fili. Prima fra tutte è la signorile, quasi bucolica cittadina di Norwich, che ha installato una rete che copre quasi interamente il centro città, con un raggio di 4 chilometri dal municipio. Arriva a punti chiave più lontani, compresa l'Università di East Anglia ed un ospedale locale, e sarà ampliata per includere anche zone rurali del sud della regione.

Duecento e più piccole antenne sono state fissate ad altrettanti pali della luce per creare la rete, che chiunque può usare gratis per un'ora. Niente però impedisce alle mille persone che la usano ogni giorno di staccarsene quando il tempo scade, per poi riallacciarsi nuovamente per un'altra sessione gratuita.

"Volevamo vedere se una cosa di questo genere fosse fattibile", dice Anne Carey, direttrice del progetto. "La gente la sta usando e trovando utile. Penso che la nostra, al momento, sia la più grande rete di questo tipo".

Non per molto. Il prossimo anno Brighton intende installare una rete che comprenderà tutta la città, mentre Manchester sta progettandone una che coprirà 400 miglia quadrate, e che permetterà l'accesso gratuito a più di 2 milioni e duecentomila persone.

L'allarme finora sollevato è stato scarso e debole e arriva perlopiù da persone così sensibili alle radiazioni elettromagnetiche emesse dai cellulari, dalle loro antenne e dalla tecnologia senza fili da sentirsi male al cospetto. L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che tre persone su cento sono, per certi versi, "elettrosensibili". Ma scienziati e dottori – e qualche governo europeo – stanno aggiungendo le loro voci all'allarme, mentre diventa chiaro che l'uso quasi universale di telefoni cellulari potrebbe preludere ad una futura catastrofe sanitaria.

Un recente ed autorevole studio finlandese ha trovato che le persone che hanno usato telefoni cellulari per più di dieci anni hanno il 40 per cento di probabilità in più di contrarre un tumore al cervello dalla stessa parte della testa a cui accostano il telefonino, mentre ricercatori svedesi asseriscono che le radiazioni uccidono cellule cerebrali, il che potrebbe portare le giovani generazioni odierne a "rimbambirsi" verso i quaranta-cinquant'anni.

Il professore Lawrie Challis, che è a capo della ricerca governativa sulla sicurezza della telefonia mobile, asserisce che il cellulare potrebbe diventare "la sigaretta del 21° secolo".

C'è stata minore preoccupazione per le antenne, perché emettono molto meno radiazioni che i telefoni cellulari. Ma la gente che vive nelle vicinanze – o che va a scuola vicino – ai trasmettitori è monitorata costantemente e gli studi rivelano una preoccupante incidenza di sintomi quali mal di testa, fatica, nausea, capogiri e problemi di memoria. Si pensa pure che le emissioni possano accrescere casi di cancro e problemi cardiaci.

In genere i sistemi "senza fili" usano antenne più piccole per le case e le scuole – ma queste emettono più o meno le stesse radiazioni, per cui anche se quasi nessuna ricerca è stata effettuata al loro riguardo, scienziati e promulgatori pensano che queste abbiano effetti indesiderati simili a quelli causati dalla telefonia. Essi sostengono che stiamo adesso vivendo in una "zuppa" di radiazioni elettromagnetiche un miliardo di volte più potente dei campi naturali in cui si sono sviluppate le nostre cellule negli ultimi 3 miliardi e 800 milioni di anni. Questo fattore, dicono, è certo che causerà guai.

Il prof. Leif Salford, dell'Università di Lund – che ha provato come le radiazioni uccidano cellule cerebrali – è profondamente preoccupato circa l'aggiungersi della tecnologia "senza fili" allo "smog elettronico".

La preoccupazione maggiore è per i bambini, sia perché sono più vulnerabili – i loro crani sono più sottili di quelli degli adulti ed il loro sistema nervoso sta ancora sviluppandosi – sia perché la loro vita sarà esposta più a lungo alle radiazioni.

L'Associazione Medica Austriaca sta attivandosi contro lo sviluppo del Wi-Fi nelle scuole. Le autorità della provincia di Salzburg hanno già dato direttive alle scuole di non installare antenne e ne stanno considerando il bando. Il dottor Gerd Oberfeld, capo del servizio ambiente e medicina di Salzburg, dice che il sistema Wi-Fi è "pericoloso" per le persone sensibili e che "il numero di tali persone e i pericoli annessi a quella tecnologia sono in crescita".

In Gran Bretagna la scuola di Stowe ha rimosso il sistema Wi-Fi da una parte del proprio territorio dopo che un insegnante di materie classiche, Michael Bevington – che insegna in quella scuola da 28 anni – ha accusato mal di testa e nausea subito dopo l'installazione.

Ian Gibson, Membro del Parlamento per la nuova città "senza fili" di Norwich sta promuovendo un'inchiesta ufficiale sui rischi del Wi-Fi, mentre l'Associazione Professionale degli Insegnanti scriverà questa settimana al Segretario all'Educazione Alan Johnson per lo stesso motivo. Philip Parkin, il segretario generale del sindacato, dice: "Sono preoccupato che così tante reti senza fili si stanno installando in scuole e collegi senza conoscerne le conseguenze a lungo termine. La proliferazione di tali reti potrebbe avere seri risvolti sulla salute sia del personale sia degli alunni, senza che le cause siano riconosciute". Ma, aggiunge, "ci sono enormi pressioni commerciali, il che spiegherebbe perché non ci sia ancora stato alcun provvedimento al riguardo".

Linee guida ignorate

Il primo Rapporto Stewart, pubblicato nel maggio del 2000, ha prodotto una serie di raccomandazioni sensate, tra cui: scoraggiare i bambini dall'uso di telefoni cellulari e vietare che le industrie facciano promozioni per i più giovani; pubblicare i livelli di radiazione dei vari telefonini, sicché i clìenti possano scegliere quelli dalle emissioni inferiori; assoggettare l'installazione dei ripetitori ad un controllo attraverso un sistema democratico di pianificazione; vietare l'installazione di antenne dove il "fascio di irradiazione maggiore" cade su scuole, a meno che tali scuole e i genitori degli alunni fossero d'accordo.

Il governo accettò la maggior parte di questi consigli, ma poi, come "The Independent on Sunday" ha più volte sottolineato, mancò di implementarli. Probabilmente si è persa ogni possibilità di frenare l'uso dei telefonini da parte di bambini e giovani, siccome dalla data del primo resoconto, l'uso dei telefonini da parte dei più giovani è raddoppiato.

Fonte: L'articolo integrale di Paul Bignall, Will Dowling e Jude Townend lo potete trovare qui: http://news.independent.co.uk/uk/health_medical/article2472140.ece Etichette:

Niente carcere per il download privato (0)

Fino a quattro anni di reclusione per i reati di pirateria e contraffazione se vengono commessi nell'ambito di un'organizzazione criminale oppure comportano un rischio per la salute o la sicurezza delle persone. Di fatto, tolleranza zero per quel che riguarda la contraffazione su larga scala, ma niente carcere per chi viola il diritto d'autore a titolo privato. Gli utenti del web possono stare tranquilli. Il Parlamento europeo ha approvato - con 374 voti a favore, 278 contrari e 17 astenuti - la risoluzione di Nicola Zingaretti (Ds) che introduce sanzioni penali per la contraffazione e la violazione della proprietà intellettuale. Sono stati adottati vari emendamenti, che modificano la proposta avanzata dalla Commissione Ue per escludere dal campo di applicazione della direttiva "atti compiuti da un utilizzatore privato per fini personali e non di lucro".

In sostanza, non rischiano fino a quattro anni di carcere e sanzioni da 100 mila a 300 mila euro i singoli che si scaricano qualcosa da internet, perché l'obiettivo è colpire la contraffazione su larga scala e il crimine organizzato, ovvero - come prevede la norma - "qualsiasi violazione intenzionale del diritto di proprietà intellettuale commessa su scala commerciale, la complicità e l'istigazione".

Secondo l'analisi del relatore Zingaretti, negli ultimi 10 anni il volume delle merci contraffatte è aumentato del 1600%: si tratta di giocattoli, abiti, scarpe, alimenti, cosmetici, sostanze chimiche, prodotti gastronomici con denominazioni false, occhiali, cd, dvd. Un fenomeno che ha portato a 125 mila nuovi disoccupati in Europa. Le misure riguardano il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale "nel contesto della contraffazione e della pirateria".

Per "diritti di proprietà intellettuale" si intendono: diritto d'autore, diritti connessi al diritto d'autore, diritto sui generis del costitutore di una banca di dati, diritti dei creatori di topografie di prodotti semiconduttori, diritti relativi ai marchi (nella misura in cui l'estensione a essi della protezione del diritto penale non sia in contravvenzione delle norme sul libero mercato e sulle attività di ricerca), diritti relativi ai disegni, indicazioni geografiche e denominazioni commerciali (nella misura in cui sono protetti dal diritto nazionale in quanto diritti di proprietà esclusivi).

Sono stati esclusi i brevetti e i diritti di proprietà industriale derivanti dai brevetti. Data la complessità della maggior parte dei progetti di ricerca, nello svolgere il proprio lavoro gli inventori, secondo l'Europarlamento, rischiano continuamente di violare i diritti brevettuali. Prevedere sanzioni penali per queste violazioni, pertanto, potrebbe distogliere inventori e ricercatori dal compiere scelte innovative.

La parola ora passa al Consiglio dove già si prevedono le resistenze di Paesi, come la Gran Bretagna, tradizionalmente ostili a modifiche del codice penale attraverso una normativa europea. "Noi abbiamo fatto il nostro dovere. Aspettiamo di vedere che cosa faranno Commissione e Consiglio" ha commentato Zingaretti, secondo il quale "per la prima volta, il Parlamento europeo dice sì all'armonizzazione degli ordinamenti penali nei 27 Stati membri". "L'Europa utile è anche questa - ha aggiunto - perché non c'è mercato unico senza regole comuni, e non c'è equità al di fuori di un diritto mite: nessuna esitazione contro la criminalità organizzata ma tutela dei consumatori e degli utenti della rete". Etichette:

Vodafone, tutto intorno a te. (2)



Ecco come Vodafone 'recupera' i costi di ricarica, dopo che il decreto
Bersani del Governo li ha eliminati.

Dal 6 marzo 2007 Vodafone ha introdotto due nuove 'funzionalità' ricezione
SMS vocale e notifica ricezione vocale, una sorta di segreteria telefonica
(al costo di 0,29 Euro a chiamata) attivato automaticamente a tutti coloro che non usano la segreteria telefonica (99% degli utenti).

Quando chiamerete un/a vostro/a amico/a e il telefono è spento sentirete
una voce che vi dirotterà al nuovo servizio. Per disabilitare questa funzione è
necessario:

- essere registrati al sito www.vodafone.it oppure www.190.it
- effettuare l'accesso al proprio account
- Cliccare su '190 fai da te', poi sul menu di sinistra la voce 'Servizi e
Promozioni'
- Cercate nell'elenco dei servizi le voci 'Ricezione SMS vocale' e
'Notifica
Ricezione Vocale' (solitamente è nella seconda pagina)
- Cliccate sul pulsante 'Disattiva' nel rettangolo i ciascun servizio da
disabilitare e si aprirà la pagina di conferma. Cliccate sulla voce
minuscola in basso con scritto 'Clicca qui per confermare l'operazione'
- Eseguite lo stesso procedimento per entrambi i servizi

Da questo momento chi vi chiamerà a cellulare spento non pagherà più i 29
centesimi per questo servizio che nessuno ha richiesto!! Etichette:

WMC 2007 Listings for Sunday (0)




P.S. 102 : Sunday School for Degenerates at The Pawn Shop
Gathering Of The Tribes at Miami Beach Resort & Spa
We Love... Sundays In Miami at The Fifth
For Those Who Know...5 Year Anniversary / Difficult Soul Launch at The Press room
Soundphere feat Desyn Masiello at Victor Hotel
Beatport Poolside Sessions at The National Hotel
Soul Simple Gets L. I. V. E at Rain
THM In Sobe at Whitelaw Hotel
Audi 5000 (Poof) at Beach Plaza Hotel
Electro Sex at The Pawn Shop
7th Year Anniversary Party at Clinton Hotel
Djs Are Not Rockstars at RokBar
Little Mountain Recordings at Shine
The Infamous Smoke & Mirrors Party at DEK 23
Myth / DITB / LPHF / RePublik present.... Day Three at D'vine Lounge
Pulse Radio Presents at The Laundry Bar
Afternoon Delight '07 at Beach Plaza Hotel
Mixology's 7th Annual Party & Pukka Up at Nikki Beach
Underground Boston at Blue
Ga Garden Of Eden With Donald Glaude at The Kent Hotel
Contagious Musiq And Lyricist Lounge In Association With Urb Magazine Presents: Lyricist Lounge at Studio A
Cedric Gervais And Friends 'The Closing Party' at Mynt Lounge
WMC International Record Collector's Show at Miami Beach Resort & Spa

Special Night Event:



..and Pool Party WMC closer at Space !



(u can see all flyer of WMC at Flickr) Etichette:

WMC 2007 Listings for Saturday (0)




Volatl Miami at PS 14
718 Sessions Heads South for the Winter! at Shine
The Usual Suspects and Echo Bravo present: H.E.A.T. at Jazid
6th Annual Clevelander Hotel Mega Pool Party at Clevelander Hotel
Balance 011 mixed by Luke Fair CD Launch at Cafeteria
Crosstown Rebels: Get Lost Afterhours at Studio A
SOS Miami at The Fifth
Contagious Musiq Annual WMC Event at Area 51
Ultra Music Festival 2007 Day 2 at Bicentennial Park
F*** Me I`m Famous with Southern Fried Records at Cameo Miami
Stealth at Mokai
Aquabooty, Music2, Innercity & Yoruba Rec at The Pawn Shop
Dj Cat's Pussy Party at RokBar
The Burridge Barrage III at BED
All Armada All Night at Twilo Miami
A Sick Day In Tha Sun V2.0 at Liquor Lounge
Supperclub vs Esl Music at Townhouse Hotel
Kinky Malinki WMC Party at Blue
Beatport Poolside Sessions at The National Hotel
2nd Annual CHMW Freestyle Dance-off-2007 at The Front Office
Funky Junction presents Dj's From Around The World at Gryphon Nightclub
Freerange Recordings WMC Showcase at Beach Plaza Hotel
Downtown Riot! featuring MSTRKRFT & Friends at Studio A
The Director's Table at Chesterfield Hotel
Yoshitoshi presents Deep Dish at Club Space
Believe Miami 2007 feat. DJ Boris at Nocturnal Club
Dj Andy Moor and Guests at Cafeteria
Type at Shine
NY Classics and Soul Night Meets NJ – The Paths That Cross at Rain
Sin In The Sun: Sullivan Room's Third Annual WMC Party at Sin
Eastern Standard Time WMC '07 feat. Ladies Of Ubiquita at Cafeteria
Me.dium presents The Goods In Association With Nordic Trax at Beach Plaza Hotel
Jay-j And Friends 2007 at DEK 23
Nikki And The City Fashion Marathon Hosted By FashionTV at Nikki Beach
Good Peoples Entertainment Presents Sobe Soul at Afterglo
NYCE Beats ... Showin' Some Big Apple Love for WMC at Buck15


Special Night Event:



..Pool Party at Space.. again..



..and Ultra Music Festival Day 2 - Ultra Main Stage..



..Carl Cox & friends..



..House Arena !

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WMC 2007 Listings for Friday (0)




One Night Only...an AM Only Event at Nocturnal Club
Spectral Sound Social at Clinton Hotel
Renaissance 15th Anniversary at Karu & Y
Fixed Miami at Studio A
Robsoul's Most Wanted at Beach Plaza Hotel
Diesel DJ Series feat. Ryan Elliott at Diesel
Bassrush Daytime Kickback! at The Kent Hotel
Miami Magic at Astor Hotel
Armin van Buuren at The Pawn Shop
MN2S at Opium Garden
Deep at Opium Garden
Organized Nature feat Gabriel & Dresden at The Pawn Shop
Made Event presents Loco Dice, Steve Bug & Martin Buttrich at BED
Beatport Poolside Sessions with M-nus crew at The National Hotel
Reversible Miami at Cafeteria
Victor Calderone and Dj Vibe at Twilo Miami
Salted Miami 2007 at Shine
Wet Grooves Beach Party / After Dark at Nikki Beach
One+One with James Zabiela & Nic Fanciulli at The Fifth
People Groovin: Skyline Lounge album release party at Tantra
Club Space Presents Paul van Dyk at Club Space
Guests of the Family 2 at Chesterfield Hotel
Smartbar 25th Anniversary Gathering at Beach Plaza Hotel
Alliance 2007 at DEK 23
Get Wet with DJ Boris at Shelborne Beach Resort
The Winter Sessions Part 2 at The Laundry Bar
Club Space presents Sander Kleinenberg at Club Space
Triple Love at Hotel Shelley
Ultra Music Festival 2007 Day 1 at Bicentennial Park
Lattitude WMC 2007 at Yuca
Photo Records presents Photo Session '07 at Blue
Hallucination Ltd. pres Hallucienda In Miami at The Marlin Hotel
Frenzy at Sin
Frenzy at Club Sin (formerly Amika)
Kubicle Afterparty at The GoldRush
Viram, The Virus And Ram Records Official Showcase at SoHo Lounge
Live from Miami at Catalina Hotel
WMC/DMC DJ Spin Off at Miami Beach Resort & Spa
Sacred Grounds WMC - Sounds from the Deep at Club Deep
Made In Italy Ibiza at Cameo Miami
Radio 1 Live In Miami at The Surfcomber
Art For Progress Presents at Townhouse Hotel
Future Sound of Breaks V 5.0 at Area 51
Global Soundwave presents Traffic at Love Miami
Xtravaganza And Pangea Recordings Presents WMC Show Case 2007 at Area 51

Special Night Event:



Radio1 Live in Miami - Essential Selection, Essential Mix and In New Music We Trust



..and starting of Radio1 Pool Party 23/25 March !

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WMC 2007 Listings for Thursday (0)




Danny Tenaglia: Winter Music Marathon at Twilo Miami
M_nus Showcase at The Pawn Shop
Bullitt Annual Mixer at SET
Breakin Traditions at Indra Lounge
Made Event presents Above & Beyond at BED
Say House: Miami at Victor Hotel
Thunder Finger Presents Boys Noize, The Presets, Kerowack, Steed Lord at PS 14
Beatport Poolside Sessions
at The National Hotel
Dj Tarkan And Guests : Perpetual Vibe at Cafeteria
Club Spiderpussy - Chromeo, Datarock at Circa 28
The Evolve Pool Party at Shelborne Beach Resort
Juicy Beach at Nikki Beach
Porterhouse Miami at The Fifth
Fortune Music's White Winter at The Mark Lounge
Scion Miami Showcase at Raleigh Hotel
The 17 Hour Jimmy Jam at Whitelaw Hotel
World of Drum & Bass at Area 51
Ferry Corsten at Cameo Miami
Om Miami at Y Ultralounge
Club Space presents Jonathan Peters Marathon & Matinee Ibiza at Club Space
Agave/Eight-Tracks at Chesterfield Hotel
At Large at Love Miami
Get Physical Miami at Studio A
Dirtybird, Blue Collar & Basic NYC Showcase at Beach Plaza Hotel
Buzzin' Fly Miami 2007 at SoBe Live
Deep gets Salted at Opium Garden
NO2 Records present the Belgian Beach Party at Gryphon Nightclub
Philly & Friends at Afterglo
Eden, Blowmedia, Jetset Music Group presents: WMC CIRCA 07 at Opium Garden
Cielo Celebrates 4 Years : 'Seventh Heaven' Album Release Party at Raleigh Hotel
Essential Breaks 2.0 at Catalina Hotel
Dirty Retro rocks WMC at Jazid
Wet Grooves BBQ at Opium Garden
Def Mix 20th Anniversary at Shine
2nd Annual Deep House Sessions at Miami Beach Resort & Spa
IDMA After Party at Miami Beach Resort & Spa
Slide into Miami at Warehouse Location
X-Mix Productions at Suite Lounge
Flow WMC with Stacey Pullen, Audiofly, Sean Miller at Rain
We Love House at Rain
Miami Resonance feat Dj Hell, Tiefschwarz, Anja Schneider, Jesse Rose, Sebastian at Nocturnal Club
9th Annual BYOR Party at The Marlin Hotel
Sick Watona Pool Party at Private House

Special Night Event:

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WMC 2007 Listings for Wednesday (0)



Hi-tek Soul with Derrick May, Saunderson, Pullen, Burridge at Pearl
Robots present Tiefschwarz at BED
Made in Pawnshop VI feat Danny Howells at The Pawn Shop
The Fifth Annual Club World Awards at Privé
A night with Sander Van Doorn at The Fifth
City Deep Music Showcase at Beach Plaza Hotel
WMC 2007 Purchase Musik / D1 Music Party at Twist
Lot 49 Label Release Party at The Laundry Bar
We Are All Friends Here at Boom Boom Room
Gotsoul WMC 07 at DEK 23
Nighlight Presents: Wiggle at The Marlin Hotel
Dubfire GU31 Release Party at Mynt Lounge
Djtunes.com presents Europe Calling at Opium Garden
Flight-18 'Touching Down In Miami' at Miami Beach Resort & Spa
F.Y.E. & Swank Records In-store at Specs Music
6th Annual And Let The Singer Be Heard at SET
Wet Grooves Opening Pool Party at Shelborne Beach Resort
Mishap at Nocturnal Club
Pacha Ibiza vs. Pacha New York at Cameo Miami
Scion Miami Showcase at Raleigh Hotel
AA Meeting at Beach Plaza Hotel
Fortune's Elevation Party at Clevelander Hotel
Craze Presents Bass Sessions: WMC Edition at Studio A
Subliminal Sessions at Space at Club Space
Lights Out feat. Steve Lawler at Twilo Miami
Wet Grooves Sexy As F*ck at Ink Nghtclub
Yes Please! at Victor Hotel
The Scumfrog
at Templo
Made In USSR at Rain
Souvent Records WMC 07 at Whitelaw Hotel
House Broken 3 at The Chelsea Hotel
Proton Radio & Friends at Cafeteria
Jazzanova vs Bugz in the Attic at SoBe Live
Almost Famous at Afterglo
Shelter NYC at Shine
Onbeat.com WMC Launch Party at Miami Beach Resort & Spa

Special Night Event:
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WMC 2007 Listings for Tuesday (0)



Global Underground presents Sharam at Suite Lounge
Diamonds with John Digweed & MSTRKRFT at The Pawn Shop
Pop Tarts 3: Everyone's favourite conference opener at Automatic Slims
Border Community Showcase feat James Holden at BED
Gather, Meet & Greet at Victor Hotel
EsNtion WMC 2007 at DEK 23
Sweat at Ruby Lounge
Viva La Electronica - 17hours Of Minimal &Electro at The Chelsea Hotel
B.E.A.T. Tour at Hotel Shelley
Pure Behrouz at Mokai
6th Annual Re-union presented by Power Of Love Productions, Azucar Entertainment & Stanton at Cafeteria
Spank! WMC 2007 at Circa 28
Frisky Radio at Catalina Hotel
We Love Miami! :: WMC | 2007 | Funky House | Breaks at Boom Boom Room
DJ Pierre and Eyefuel Present: Afro Acid Miami-WMC Launch Party at Miami Beach Resort & Spa
Code Red @ Blue at Blue
Soul on the Beach 2007 at Clevelander Hotel
MetalHeadz WMC at Studio A
Project Mayhem Industry Social Mayhem at Jazid
Legend meets Digital at Shine
Soulfuric presents Friends of Ours 2007 at SET
Perfecto Records at Cameo Miami
Jack Chicago at Whitelaw Hotel
Get Large Miami 2007 at SoBe Live
Compulsive About House Music Wmc 2007 Official Kickoff Afterparty
at Area 51
Vegas Group Presents WMC 20O7 Opening Party at Opium Garden
John Acquaviva at Sin

Special Night Event.

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WMC 2007 nominees (0)

1. Best Underground Dance Track
Horny As A Dandy - Mousse T vs The Dandy Warhols
Faster Kill Pussycat - Paul Oakenfold feat. Brittany Murphy
Lost - Roger Sanchez
Put Your Hands Up For Detroit - Fedde le Grand
Discoteka - Starkillers

2. Best Alternative/Rock Dance Track
It’s Too Late - Evermore vs Dirty South
Chasing Cars - Snow Patrol
Dangerous Power - Gabriel & Dresden feat Jan Burton
Fucking Boyfriend - The Bird & The Bee
I Don’t Feel Like Dancin’ - Scissor Sisters

3. Best Latin/Reggaeton Track
Hips Don’t Lie - Shakira
Rompe - Daddy Yankee feat Lloyd Banks
Dale Don Dale - Don Omar
Rakata - Wisin & Yandel
Cuentale - Ivy Queen

4. Best HiNRG/Euro Track
Secret Of Love - Barcera
Raindrops - Stunt
Look On The Floor - Bananarama
What A Feeling - Peter Luts & Domino
Without Breaking - Da Buzz

5. Best House/Garage Track
I Want More - Amuka
Anymore - Harry ‘Choo Choo’ Romero & Ramona
World Hold On - Bob Sinclar feat Steve Edwards
Sensitivity - Shape UK
Watchin’ - Freemasons feat Amanda Wilson

6. Best R & B/Urban Dance Track
Déjà Vu - Beyonce feat Jay Z
Be Without You - Mary J Blige
Sexy Back - Justin Timberlake
Promiscuous - Nelly Furtado feat Timbaland
Crazy - Gnarls Barkley

7. Best Rap/Hip Hop Dance Track
Check On It - Beyonce feat Slim Thug
Control Myself - LL Cookl J Feat Jennifer Lopez
Ms New Booty - Bubba Sparxxx
LondonBridge - Fergie
Tell Me Part 1 - P. Diddy feat Christina Aguilera

8. Best Progressive House/Trance Track
Tracking Treasure Down - Gabriel & Dresden
Dance 4 Life - Tiesto feat Maxi Jazz
Alone Tonight - Above & Beyond
#1 - Goldfrapp

9. Best Jungle/DnB Track
I Wonder Why - Martin
No Time To Love - Marky and Bundle
More Fire - Kenny Ken
Deep - TC feat Jakes D
Swamp Thing - Subfocus

10. Best Pop Dance Track
Sexy Back - Justin Timberlake
Kiss The Sky - Danielle Bollinger
Ain’t No Other Man - Christina Aguilera
Déjà Vu - Beyonce feat Jay Z
SOS - Rihana

11. Best Breaks/Electro Track
Runaway - Jamiroquai
Electro - Outwork feat Mr Gee
Yeah Yeah - Bodyrox feat Luciana
Put Your Hands Up For Detroit - Fedde le Grand
Holding On - Sharaz

12. Best Ortofon European DJ
Paul van Dyk
Sander Kleinenberg
Ferry Corsten
Sasha

13. Best Ortofon American DJ
Deep Dish
Erick Morillo
Roger Sanchez
Gabriel & Dresden
Danny Tenaglia

14. Best Ortofon Global DJ
Paul van Dyk
Tiësto
Armin van Buuren
Erick Morillo
Carl Cox

15. Best Radio Station
BPM On XM
BBC Radio 1
Digitally Imported
KNRJ Energy 92.7 Phoenix
Area 33 Sirius Satellite

16. Best Radio Mix Show
Pete Tong - BBC Radio One
Trevor Simpson - 92.7 San Francisco
Cato K - WHYI Miami/XM BPM
Armin van Buuren - A State Of Trance
DJ Riddler - Sirius/WKTU FM

17. Best CD Compilation
A State Of Trance - Armin van Buuren
I Lobe Miami - Peter Rauhofer
Anjunabeats Worldwide Volume 1
In Search Of Sunrise Volume 5 - Tiësto
Ultra Dance 07 - Ultra Records

18. Best Full Length DJ Mix CD
Sasha @ Avalon
Paul Oakenfold - A Lively Mix
Sven Vath - The Sound Of The 7th Season
Tiësto - In Search Of Sunrise Volume 5
Cosmic Gate - Earthmover

19. Best Producer
Timbaland
Gabriel & Dresden
Above & Beyond
Dennis Ciallela
Armin van Buuren

20. Best Remixer
Josh Harris
Mike Rizzo
Lenny B
Klubjumpers
Junior Vasquez

21. Best Dance Music Video
Look On The Floor - Bananarama
Ain’t No Other Man - Christina Aguilera
Dance 4 Life - Tiësto feat Maxi Jazz
Jump - Madonna
Love Don’t Let Me Go - David Guetta vs The Egg
Most Precious Love - Blaze featuring Barbara Tucker

22. Best Podcast
Dance Department
Pete Tong
Gareth Emery
Roger Sanchez
John Digweed Transitions

23. Best Breakthrough Solo Artist
Jason Walker
Rachel Panay
Fedde le Grand
Sarah Afereth
Danielle Bollinger
Fergie

24. Best Breakthrough Artist Group
Panic At The Disco
Gnarls Barkley
Freemasons

25. Best Dance Solo Artist
Rihana
Justin Timberlake
Madonna
Kristine W
Cascada

26. Best Dance Artist Group
Gnarls Barkley
Pet Shop Boys
DHT
Black Eyed Peas
Depeche Mode

27. Best Music Publication
DJ Mag
Mixmag
DJ Times
BPM
XLR8R

28. Best Promoter InHouse
John Parker (Robbins Entertainment)
Derek Scott Graves (Star 69)
Phil Nieves (Ultra Records)
Hosh Gurelli (J Records)
OrlandoPuerta (WB)

29. Best Independent Record Promoter
Bobby Shaw
Gary Vance
Harry Towers
Fred Held
Sergio Goncalves

30. Best Dance Music Retailer
Beatport
DJdownload.com
Perfect Beat
Virgin
Itunes

31. Best Dance Music Specialty Retailer
Beatport
Vonyc.com
Traxsource
Dancerecords.com
Audiojelly.com

32. Best Record Pool/Promo Subscription Service
Promo Only
DixieDance Kings
Starfleet
Balance
Omap

33. Best American Dance Record Label
Ultra
Robbins Entertainment
Star 69
Subliminal
OM

34. Best Global Dance Record Label
Defected
Ministry Of Sound
Ultra
Global Underground
Subliminal

35. Best Dance Event
Ultra Music Festival
Winter Music Conference
Global Gathering
Love Fest San Francisco
Love Parade Germany

36. Best US Club
Red (Hollywood)
Pacha (New York)
Space (Miami)
Crobar (New York)
Ruby Sky Ye (San Fransisco)

37. Best Global Club
Amnesia (Ibiza)
Pacha (Ibiza)
Pacha (Londen)
Space (Ibiza)
Fabric (Londen)

38. Best Headphones
Sony MDHR V700
Technics RD-DH1200
Pioneer HDJ 1000
Sennheiser HD 25

39. Best Cartridge
Ortofon Digitrack
Ortofon Concord
Stanton680.V3
StantonGroove Master
Shure M44

40. Best Turntable
Technics SL 1200 MK2
Technics SL 1210 M5G
Stanton ST150
Vestax PDX 2300 MK II PRO
Numark TTX

41. Best Mixer
Pioneer DJM 800
Pioneer DJM 1000
Allen & Heath X ONE 92
Rane MP 2016a

42. Best CD Player
Pioneer CDJ 1000 MK3
Denon DN S3500
Technics SL DZ 1200
Tascam CDX 1500
StantonC.314 DJ CD

43. Best Sound System
Alpha Dynacord Audio
Funktion One
Phazon

44. Best Audio Software
Ableton Live 6
Rane Serato Scratch
Logic Pro 7
Reason 3.0
Cakewalk Sonar 6
Traktor DJ Studio 3.0
Pro Tools
StantonFinal Scratch 2 Etichette:

I potatori di rose (1)



Guardando Sky TG24 riflettevo sul perché due esponenti della maggioranza astenendosi hanno mandato per aria la coalizione nell’unico giorno in cui un leader politico, sia di destra che di sinistra, abbia fatto qualcosa che in Italia non è certo usuale: ha parlato con nettezza, e lo ha fatto ripetutamente.

Ha detto fuori dai denti, rivolto ai turbolenti soci della sua coalizione militanti nella sinistra radicale, che un governo che si rispetti deve potersi reggere su una propria maggioranza in politica estera; che su un tema così decisivo non sono ammissibili apporti dell'opposizione; che se non si sta su questa strada allora l'unica alternativa è quella di abbandonare la partita. Non solo. D'Alema ha fatto di più: su ciò che andava dicendo ha deciso di impegnare la propria personale immagine di uomo di Stato. Dando una lezione di quella che si chiama «responsabilità politica», e insieme una lezione altrettanto importante di moralità politica, ha fatto chiaramente capire che in caso di sfiducia al suo operato di sicuro egli non avrebbe potuto restare al suo posto.

Il resto lo sapete, la bagarre da stadio in parlamento con tanto di volantini fatti volare in aria, le dimissioni di Prodi e le dichiarazioni dei due astenuti che non hanno fatto raggiungere il quorum al governo (di fatto non si può parlare di minoranza, perché nessuno ha votato contro):

Turigliatto di rifondazione che ha detto “sono Stufo di dire sì a cose che mi fanno schifo, voglio lasciare, a casa ho centinaia di rose da potare.”
E Rossi ex senatore di PDCI “Cavolo, pensavo, se il governo è andato sotto a causa mia, è davvero dura... Io meglio di chi trascura 30 mila afgani”.

Al primo mi viene da dire, chi le ha mai impedito di rinunciare al suo incarico e al suo stipendio per tornare a casa e potare le sue cento e passa rose ?
Al secondo consiglio di abbandonare i luoghi comuni (ma chi trascura gli afgani ?) e non sorprendersi se il governo casca per causa sua, perché non è certo una novità che in Senato la maggioranza ha un solo voto in più dell’opposizione.
Ad entrambi dico che noi coglioni di basi americane non ne vorremmo neanche mezza, ma sappiamo che se governano gli altri di basi americane ne avremo il triplo, cari i miei idealisti.

Mi delude profondamente essere rappresentato da queste persone che non hanno un minimo di amore per lo stato. Questa gente, come la stragrande maggioranza dei politici in parlamento, non deve essere votata perché sono baciapile ed inciucisti.

Siamo Italiani ed in questo momento siamo tutti ciò che ci meritiamo, come la copertina di Libero di questa mattina, volgari e qualunquisti, tifosi e idealisti, ma soprattutto ciechi.

In politica non si può tifare, bisogna saper giudicare e solo dopo scegliere, anche contro i propri ideali.

Questo vuol dire aiutare il nostro paese.

Via i Prodi e i Berlusconi. Via unioni e case delle libertà.

Voglio credere che l’Italia, quella vera, sia un'altra, quella NOSTRA e non di questi cialtroni. Etichette:

il DNA digitale (0)

Dura la vita per i pirati e per i produttori di DIVX dei giorni nostri, accomunati dallo stesso destino.

Il mondo del cinema potrebbe presto adottare una misura davvero dura da eludere per proteggere i propri film da copie e diffusioni non autorizzate. E’ in arrivo il Dna digitale per l’audio: si tratta di un software in grado di riconoscere il materiale protetto da copyright prelevandone il dna.

Durante la presentazione, i creatori di questa tecnologia sono stati in grado di “riconoscere un frammento da “Kill Bill: volume 2″ ben nascosto all’interno di una clip di due minuti, mossa e di cattiva qualità, quasi priva di colore e con dialoghi in cinese, scaricata da YouTube“.

Il sistema è stato sviluppato dalla Audible Magic. In pratica prende le impronte digitali del file incriminato, lo confronta con l’audio e il video presenti in banche dati. E ne riconosce la firma digitale. L’allarme scatta quando si tenta di mettere online un file protetto da copyright, questo viene bloccato. Sempre che il sito adotti questo filtro.

Finora ha accettato Myspace (c'erano dubbi?): anche Youtube dirà di sì? Etichette:

Ikea, quando l'abito non fa il monaco. (0)



Dietro l'immagine di un'azienda "etica" si nasconde ben altro sfruttamento. Ikea Dopo aver installato negozi in Russia e in Cina - mercati promettenti - il gigante svedese Ikea ha comunicato, in ottobre, che non intende aprirne in India «per via della legislazione eccessivamente vincolante per le imprese straniere». Il gruppo si accontenta di fabbricarvi i prodotti, senza vincoli - soprattutto sindacali - pagando ogni lavoratore 1,60 euro al giorno... Quattrocentodieci milioni di clienti in tutto il mondo, centosessanta milioni di cataloghi distribuiti (superata la diffusione della Bibbia): Ikea, la multinazionale del prêt-à-habiter, gode di buona salute.

E il suo fatturato prosegue lungo l'impressionante spirale positiva: 3,3 miliardi di euro nel 1994, 14,8 milioni di euro nel 2005. Ovvero, un aumento di oltre il 400%. Difficile fare di meglio. Oggi, la società punta a conquistare due territori che finora le hanno resistito: la Russia e la Cina.

Come scrive il periodico interno Read Me: «L'obiettivo è migliorare la vita quotidiana del più gran numero di persone possibile.Per riuscirci, i negozi devono vendere sempre di più a sempre più persone (1)»....Per Ikea, la felicità del popolo passa per l'acquisto.

Ikea riesce a schivare gli attacchi delle associazioni dei consumatori, degli altermondialisti e degli ambientalisti: singolare, per una multinazionale che rappresenta a tal punto l'omologazione planetaria e il mercantilismo. Un risultato non da poco. Occorre ammettere che l'azienda è riuscita a creare un legame speciale con i suoi clienti, grazie a prezzi imbattibili, alla realizzazione nei negozi di spazi per i bambini, e a un mondo progettato per trovare tutto subito (e preferibilmente ciò di cui non abbia bisogno).

Non mancano gli aneddoti per illustrare l'unione tra clienti e impresa. Non si udì forse un consigliere municipale di Stockport (Gran Bretagna) esclamare nel 2004: «Un'Ikea nel territorio del nostro comune, questa è la gloria (2)!» A fare eco a tanto entusiasmo, gli abitanti di Mougins, una cittadina francese, hanno lanciato una petizione: «Se anche voi non ne potete più di passare due ore in macchina e di fare più di duecento chilometri (andata e ritorno) per fare spese in un negozio Ikea, prendete al volo l'occasione che vi offriamo perché finalmente venga aperto un negozio Ikea nelle Alpes-Maritimes (3)!». Tutto ciò non suscita ammirazione? Persone che lanciano una petizione (oltre duemila firme nell'agosto del 2006!), che affermano i propri valori, che si mobilitano... perché non c'è una succursale della multinazionale del mobile entro un raggio di duecento chilometri.
Un simile successo può avere conseguenze più drammatiche.
All'apertura di un negozio in Arabia saudita, l'1 settembre 2004, l'azienda regalava un assegno di 150 euro ai primi cinquanta clienti e una folla vi si precipitò: due morti, sedici feriti, venti malori.
Come spiegare l'infatuazione mondiale per Ikea? Oltre ai bassi prezzi, una chiave del successo risiede nell'immagine di sostenibilità ambientale e sociale che la multinazionale ha costruito. Dopo il primo subappalto straniero (la Polonia, nel 1961), Ikea delocalizza una parte delle sue produzioni, alla ricerca di manodopera economica e sfruttabile. Perciò la percentuale della produzione realizzata in Asia è in continuo aumento. Attualmente, la Cina (celebre per il rispetto dei diritti dei lavoratori...) supera la Polonia, tanto da rappresentare il maggior fornitore della società, con il 18% dei prodotti del gruppo. In totale, il 30% del «made in quality of Sweden» proviene dal continente asiatico (4). Secondo The Observer, la percentuale della produzione realizzata nei paesi in via di sviluppo è cresciuta dal 32% al 48% tra il 1997 e il 2001 (5). Sin dalle origini, il gruppo svedese puntò a proporre prodotti a «prezzi estremamente bassi». Nel 1976, nel suo «Testamento di un commerciante di mobili», il fondatore Ingvar Kamprad lo ha dichiarato: «Non dovrà essere lesinato alcuno sforzo pur di mantenere le tariffe ai livelli più bassi (...), questi prezzi bassi, ancora oggi giustificati, impongono dunque vincoli formidabili a tutti i nostri collaboratori (...). Senza una rigida limitazione delle spese, non riusciremmo a compiere la nostra missione (6)».

Sindacati? Inconcepibile! Però, contrariamente a quanto afferma Ikea, i bassi prezzi hanno avuto - e hanno tuttora - un costo sociale notevole. Tra il 1994 e il 1997, tre reportage delle televisioni tedesche e svedesi (7) hanno accusato l'azienda di impiegare bambini in condizioni degradanti in Pakistan, India, Vietnam e Filippine. L'Asia non ha il monopolio dello sfruttamento «ikeano»: nel 1998, dopo la denuncia delle penose condizioni di lavoro in Romania, il sindacato dei lavoratori del legno e dell'edilizia, l'International Federation of Building and Wood Workers (Ifbww), ha minacciato il boicottaggio della multinazionale, raggiungendo alla fine la firma di un accordo tra i sindacati e il gruppo (si legga l'articolo nella pagina accanto). L'Iway - così si chiama il codice di condotta di Ikea in materia ambientale e di condizioni di lavoro - vieta ad ogni fornitore l'utilizzo di lavoro forzato e infantile. Il punto 7 («Salute e sicurezza degli operai») specifica le condizioni di lavoro dei dipendenti, che devono indossare le necessarie protezioni per la produzione. Esso tutela anche la facoltà dei dipendenti di organizzarsi in sindacato o in altro tipo di associazione, a cui il sub-fornitori non devono opporsi.

Inoltre: non è tollerata alcuna discriminazione sulla base di genere, provenienza geografica, status ecc. A livello retributivo, infine, nessuno deve essere pagato meno del minimo salariale fissato a livello nazionale. Il carico orario di lavoro settimanale non può oltrepassare il limite legale. Redigere un codice di condotta per annunciare semplicemente che si segue la legge può apparire bizzarro. Come se qualcuno dichiarasse solennemente di essere pronto a guidare a sinistra in Gran Bretagna. Tuttavia, l'impatto dell'Iway è stato positivo sulle condizioni di lavoro dei dipendenti delle imprese di subappalto? Per quanto riguarda il lavoro dei bambini (argomento sensibile per le coscienze occidentali), Ikea ha sicuramente sradicato tale pratica nei «suoi» stabilimenti, anche se l'Iway preferisce basarsi sulle leggi locali e precisa che «le legislazioni nazionali possono consentire l'impiego di persone tra i 13 ai 15 anni o dai 12 ai 14 anni per lavori leggeri (8)».

Per l'organizzazione degli operai in collettivi o in sindacati, o per il pagamento degli straordinari, è un altro discorso. Così, nel corso di un viaggio, nel maggio 2006, in un villaggio vicino a Karur, un centro tessile indiano del Tamil Nadu, nel sud-est del paese, abbiamo tentato di incontrare i dipendenti di un'azienda subappaltatrice. Shiva (9), sulla trentina circa, vorrebbe rispondere alle poche domande del visitatore occidentale ma la madre, un'anziana indiana dai capelli bianchi, è preoccupata. E se Shiva perdesse il lavoro? Il suo salario rappresenta l'unica risorsa della famiglia, composta, oltre che dalle due donne, dal figlio dell'operaia, un adolescente di 15 anni. Non c'è nulla di cui aver paura, tuttavia. La giovane donna in realtà non critica il suo datore di lavoro. Racconta di pause-tè, di protezioni per gli occhi e per le mani. Evoca un ambiente sano. E ciò è vero.«Ikea offre condizioni migliori, non c'è dubbio», afferma Maniemegalai Vijayabaskar, professore assistente al Madras Institute of Development Studies. Lo studioso, che ha collaborato a una ricerca (10) commissionata da Oxfam-Magasin du monde sui fornitori della multinazionale del mobile, aggiunge comunque: «Si creano un volto umano per evitare critiche e controversie. Ma non fanno molti sforzi per migliorare le condizioni di lavoro». Le condizioni di lavoro? A prima vista, sono buone. I locali sono puliti e areati. Ci sono le pause-tè e materiale di qualità. Infine, l'Iway è affisso sulle pareti dell'azienda. Ma... nel 2003, il sindacato olandese Fnv ha commissionato all'organizzazione non governativa olandese Somo, specializzata in valutazione sociale delle multinazionali, un'inchiesta sui fornitori di Ikea in tre Paesi: l'India, la Bulgaria e il Vietnam. Per ciascun caso, i ricercatori hanno incontrato gli operai di tre o quattro imprese e hanno realizzato interviste al di fuori del luogo di lavoro. Hanno visitato gli stabilimenti e parlato con i quadri delle aziende.

Le conclusioni si riferiscono a dieci fornitori, che contano circa duemila dipendenti. Somo constata: «Si evidenziano ancora numerose violazioni del codice di condotta Ikea in tutti e tre i paesi e in tutte le imprese studiate». Le infrazioni più frequenti riguardano la libertà di associazione, il diritto alla contrattazione collettiva, i salari e gli straordinari. Nella situazione peggiore: nessun sindacato, sette giorni di lavoro su sette, salario minimo non rispettato. E ovviamente nessuno conosce i propri diritti e gli impegni della multinazionale del mobile. Storia antica? Da quanto abbiamo potuto constatare in India nel 2006, presso i fornitori in subappalto di Ikea non esiste alcun sindacato. Ufficialmente, la presenza sindacale è tollerata ma, ad ascoltare Shiva, non sarebbe necessaria: «Quando c'è un problema, ci riuniamo e ne discutiamo. Di solito per ricevere istruzioni sulla pulizia dei bagni, per esempio. E se ho un'esigenza, posso comunicarla al responsabile». Forse per la giovane età di Xana, un'altra operaia, e l'assenza di bambini da sfamare, la risposta suona diversa: «Un sindacato? No, non accetterebbero. E se ci sono controlli nella fabbrica, i padroni ci ripetono le bugie da ripetere...».

La situazione non è anormale in questa regione. Ogni iniziativa sindacale è soffocata alla nascita. È proprio questa la situazione che cercava Ikea, come ogni multinazionale che si stabilisce in India. Essa consente salari particolarmente bassi. Shiva dice di guadagnare 2.300 rupie al mese (40,20 euro). Paga 500 rupie (8,70 euro) al mese per recarsi in autobus al lavoro. Alla fine, questa retribuzione è sufficiente per vivere? Shiva sorride pudicamente. Quando la madre cucina davanti alla casa, la ricetta è sempre la stessa: «Si mangia in modo semplice, zuppa o soprattutto riso col sugo». E la carne? «Sì, una volta a settimana, la domenica. Ma non questa domenica perché è la fine del mese». L'incontro si è svolto il 20 maggio 2006.

ll codice di condotta Ikea non dà da mangiare ai dipendenti. Non fornisce nemmeno l'arredamento. Non vediamo scaffali Billy o letti Malm... l'abitazione di Shiva è spartana: due camere, qualche calendario sul muro, foto in bianco e nero, due materassi, due piccoli bauli come guardaroba. Un orologio, qualche rappresentazione religiosa. Quando le ho chiesto cosa farebbe con 1.000 rupie in più al mese, Shiva ci ha descritto il suo modesto sogno di benessere: «Prenderemmo una cucina con una bombola di gas. Cucinare sul fuoco è difficile, con tutto questo fumo negli occhi. Nella stagione delle piogge, è difficile trovare legna secca. E raccogliere la legna è un lavoro duro». La povertà di Shiva non è un'eccezione nell'universo dei fornitori di Ikea. Piuttosto, è la regola. Un'altra operaia, Manjula, sposa recente, ci dice che guadagna 2.360 rupie (41,40 euro) al mese. Ma, come esempio, ci mostra le buste paga di ottobre 2005, e questa somma rappresenta l'importo lordo (in tutte e due le accezioni di questa parola) da cui detrarre due assicurazioni previdenziali e un'assicurazione sulla vita. Dopo qualche calcolo, le 2.360 rupie iniziali sono scomparse. Perciò, Manjula ha lavorato ventiquattro giorni in ottobre e ha intascato 1.818 rupie (31,80 euro). Nonostante lavori sei giorni alla settimana, sfiora la soglia di povertà estrema. E tutto nel rispetto del codice di condotta «ikeano»...

Per sbarcare il lunario, gli operai aumentano le ore di straordinario. «Lavorano dodici ore al giorno. Senza considerare la durata del tragitto per recarsi al lavoro - precisa Vijayabaskar. Durante i picchi di produzione, possono arrivare a lavorare anche quindici ore al giorno». Ikea cerca di ridurre le ore di straordinario, ma la pressione che deriva sia dalle scadenze degli ordini che dal bisogno di denaro rendono inevitabile questo sovraccarico di lavoro. Le otto ore al giorno di lavoro vanno dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Ma, nel cuore di un quartiere popolare di Karur, Kalaya deve precisare: «Se fai delle ore di straordinario dalle 19 alle 20 o alle 21, non ti vengono pagate. Se lavori fino alle 22.30, ti danno 50 rupie in più (0.87 euro). Di solito, il lavoro straordinario si fa due volte alla settimana». Assam che lavora nello stesso posto ci garantisce che non ci sono straordinari nella sua impresa. La sera stessa, le macchine lavorano di notte e, appostati all'ingresso, vedremo le squadre entrare in fabbrica fino alle 20. A dimostrazione del fatto che i discorsi vengono edulcorati dalle scadenze e dalla paura di perdere il lavoro. Deenosha dice di avere un reddito supplementare. Non fa in tempo a rivolgerci la parola all'uscita dalla fabbrica, che già si scusa. Ha un altro lavoro dalle 20 all'una del mattino. Guadagna 80 rupie (1,40 euro) più il vitto. In effetti, per Ikea Shiva, Kalaya, Deenosha sono «costi da limitare in maniera rigida». Tanto che, per consegnare gli ordini in tempo, i subfornitori subappaltano a loro volta. Inapplicato dai fornitori diretti di Ikea, l'Iway diventa a quel punto una totale astrazione. Nessun controllo, nessun requisito, nessun limite se non la scadenza della consegna.

Ma anche tra i fornitori ufficiali il controllo del rispetto del codice di condotta rimane estremamente lacunoso. Chi svolge i controlli? La maggior parte (il 93%) è realizzata dai quarantasei uffici acquisti di Ikea disseminati in trentadue paesi. La formazione di questi uffici è garantita dal Compliance and Monitoring Group (Gruppo di controllo e di conformità), una struttura della multinazionale svedese dedicata alla verifica dell'applicazione del codice. Anche il Compliance and Monitoring Group, composto da cinque persone (erano tre nel 2004) che assistono i controllori degli uffici acquisti di Ikea, effettua dei controlli. Cinquantatré, nel 2005 (11). Gli esaminatori esterni, come Kpmg, PricewaterhouseCoopers e Intertek Testing Services, hanno effettuato solo sette controlli nel 2004. La multinazionale del mobile riconobbe che il numero era esiguo ma assicurò che «il 2005 sarà diverso, con un elevato numero di controlli svolti da terzi (12)».

Il numero «elevato» è ora noto: arriva a ventisei controlli esterni sui 1.012 realizzati. La linea rossa del lavoro dei bambini Inoltre, i pochi controlli indipendenti si basano in parte sul sistema di controllo interno introdotto da Ikea. Gli esaminatori non possono pubblicare i loro studi, di cui rendono conto direttamente ed esclusivamente alla direzione del gruppo. Tutte le verifiche, che si svolgono ogni due anni (ogni sei mesi o un anno per l'Asia), richiedono uno o due giorni. I novanta criteri dell'Iway vengono passati al setaccio. Per otto ore al giorno, ciò corrisponde a un criterio ogni dieci minuti e quaranta secondi. Come verificare che non c'è pressione contro la formazione di un sindacato in dieci minuti? E le ore di straordinario? E il regolare pagamento dei salari? E il rispetto delle pause? E il lavoro forzato? Il lavoro dei bambini? Semplice. Si chiede al padrone. Si consultano i registri dell'impresa. O peggio, si chiede all'operaio all'interno della fabbrica. Le persone che realizzano queste ispezioni sono forse sincere e volonterose, ma le condizioni in cui vengono poste non permettono un controllo serio. Il metodo, dunque, è per lo meno «leggero» e sfavorevole alla libera espressione degli operai sulle loro condizioni di lavoro, tanto più che questo «controllo» si svolge contemporaneamente al controllo di qualità dei prodotti. Toneesh, ispettore qualità, ha visto due volte gli esaminatori di Ikea l'anno scorso: «Fanno qualche domanda, soprattutto sulla qualità dei prodotti, per verificare la produzione. Sono indiani, di Delhi o di Madras. Ma ci sono anche europei, che però si rivolgono solo ai dirigenti di livello superiore. A causa della lingua, i lavoratori non possono parlare direttamente con loro».

L'operaio Kalaya conferma: «Ieri, è venuto un uomo di Ikea. Ci ha mostrato un video sulla preparazione del prodotto di qualità. E ha posto alcune domande, ma solo sul prodotto». Probabilmente non è questo il tipo di domande che eviterà a Kalaya le ore di straordinario non pagate... Di conseguenza, la politica di Ikea si limita a introdurre qualche addolcimento nello sfruttamento presso i suoi sub-fornitori. Certo, i dipendenti hanno acqua filtrata a disposizione, guanti, bagni separati e, a volte, persino le pause-tè. Ma bere il tè non aiuta il lavoratore ad arrivare alla fine del mese e appena emergono le vere questioni sociali - come i salari, la presenza dei sindacati, le ore di straordinario - il tono, come abbiamo visto, muta rapidamente. A trarre il massimo profitto dalla responsabilità sociale rappresentata dal codice di condotta non è... l'impresa stessa? Da un lato, come ricorda Vijayabaskar, «Ikea ha scaricato i costi della sua politica sociale sui suoi fornitori». Dall'altro, essa può rivalutare la sua immagine attraverso questo impegno a costo zero, mantenendosi con una precisione da metronomo appena sopra la soglia di tolleranza per l'Occidente: il lavoro dei bambini. Questi progressi sono acquisiti a buon mercato tanto più facilmente in quanto gli impegni dell'Iway non appaiono affatto vincolanti.
La presunta responsabilità sociale di Ikea non riesce nemmeno a sottrarre alla miseria totale alcuni suoi dipendenti. Per proclamarsi davvero «etica», la multinazionale dovrebbe consentire una vita decente ai lavoratori. E non parliamo di lusso, di televisione o di telefono cellulare. Ma di mangiare carne più spesso, di non dover ritirare dalla scuola i propri figli per mancanza di denaro, facendogli perdere un anno scolastico, di non dover mettere insieme due lavori, di godere di un vero giorno di riposo senza dover recuperare tutti i lavori di casa di una settimana. Per non dire di consentire che Shiva si offra un piccolo lusso tra gli scaffali di Ikea...

Olivier Bailly, Jean-Marc Caudron, e Denis Lambert, rispettivamente giornalista, ricercatore e segretario generale di Oxfam-Magasin du monde (Belgio), autori di "Ikea, un modèle à demonter", Luc Pire, Bruxelles, 2006, 108 pagine, 15 euro.Olivier Bailly, Jean-Marc Caudron, e Denis Lambert

Fonte: http://www.chainworkers.org

NOTE:
(1) Read Me, rivista internazionale interna di Ikea, n. 1 marzo 2006. (2) «Un Ikea o niente!», dossier «Ikea: la secte mondiale du kit», Courrier International, n. 722, Parigi, 2-8 settembre 2004. (3) www.ipetitions.com/(4) Ikea, «Social & environmental responsibility report 2005». (5) «Trying to assemble a perfect reputation», The Observer, Londra, 25 novembre 2001. (6) Frasi tratte dal «Testamento di un commerciante di mobili», citato in estenso nella biografia autorizzata di Ingvar Kamprad: Bertil Torekull, Un design, un destin. La saga Ikea, Michel Lafon, Parigi, 2000. (7) Il documentario tedesco Mattan è citato da Manuel Balza e Davor Radojicic, «Corporate social responsibility and nongovernmental organizations», Avdelmng, Linköping, 30 gennaio 2004. I reportage svedesi sono stati citati da Susa Christopherson e Nathan Lillie, «Neither global nor standard: Corporate strategies in the era of new labor standard», University of Oxford, novembre 2003, e Lowry Miller, Piore Adam e Theil Stefan, «The Teflon shield: Trench war», Newsweek International, 12 marzo 2001. Cfr. anche «Ikea accused of exploiting child workers», BBC, Londra, 23 dicembre 1997. (8) Iway Standard, point 15. (9) Poiché diverse persone intervistate hanno manifestato il timore di perdre il lavoro se fossero state riconosciute, tutti i nomi dei lavoratori sono stati cambiati. (10) Disponibile su www.madeindignity.be. (11) Ikea, «Social & Environmental responsibility report 2005». (12) Ibid. Etichette:

Il Mauro Furioso - parte 2 (0)



Carissimo Mauro, solo oggi apprendo attraverso internet che la liberalizzazione della vendita dei carburanti e dei quotidiani non è più materia del decreto Bersani-bis.

È quanto si rileva dalla seconda bozza del provvedimento entrata il 25 Gennaio in Consiglio dei ministri. La possibilità di installare distributori negli esercizi commerciali (e quindi negli ipermercati) non è più contemplata dal testo così come l’abolizione del criterio della distanza minima per l’apertura di una stazione di servizio. Identico destino ha avuto anche l’apertura dei canali di distribuzione di quotidiani e periodici.

Sarai contento dunque di sapere che la tua cara edicola rimarrà il tempio dell'informazione. Non ti nascondo che sono contento per te, ma rimango, come ormai più frequentemente, basito.

Basta un accenno di sciopero e leggi e decreti vengono ridiscussi o eliminati del tutto (leggete taxi). Ora non voglio dire che sarà lo stesso anche per gli edicolanti o i benzinai anche perchè il disegno di legge che si accompagnerà al decreto probabilmente recupererà queste norme. Ma certo lo sciopero previsto per questa settimana dai Benzinai lascia presagire tutt'altro.

Ora mi domando, caro Mauro, ma se domani mattina io e te scendiamo in piazza insieme ad altri 2 o 3 milioni di persone e scioperiamo contro le tasse credi che le abolirebbero ? E se si, pensi che sia la cosa giusta ?

Un antico proverbio diceva: più forte è il vento, più forte è l'albero.
Ora vorrei capire chi è il vento e chi l'albero. Etichette: